di Daniele Bovi
Il patron di Eurochocolate Eugenio Guarducci “boccia” il bando che il Comune dovrebbe pubblicare a ottobre per individuare un gestore del Mercato coperto e propone un’alternativa: una fondazione pubblica dovrebbe completare i lavori all’interno della struttura e poi affidare la gestione ai diversi soggetti che Guarducci potrebbe coagulare per dare vita a quella che, nel corso di un dibattito che va avanti da anni, è passata alla cronaca come la «Città del cioccolato».
MERCATO COPERTO, PER LA GESTIONE È TUTTO DA RIFARE
L’amaro Guarducci è tornato a parlare del tema mercoledì nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare il «Nuovo amaro del dipendente», un mix di erbe officinali combinate con granella di cacao. «C’è qualcosa che da alcune settimane ci sta lasciando l’amaro in bocca» ha scritto Eurochocolate nella mail di invito, e il riferimento non riguarda soltanto il nuovo prodotto. La conferenza stampa è infatti servita essenzialmente per rilanciare la proposta di Guarducci a proposito del Mercato coperto dopo il ritiro, alcune settimane fa, della cordata di imprese che aveva ottenuto la gestione.
VIDEO – AL MERCATO COPERTO TORNA LA PESCHERIA
Niente bando La giunta comunale sta lavorando a un bando che, rispetto a quello vecchio, dovrebbe presentare delle novità come la possibilità di inserire un biglietto di ingresso e una concessione per un periodo più lungo rispetto ai nove anni ipotizzati in un primo momento. Un quadro che non convince Guarducci: «Il bando – ha detto – non è la strada e non siamo interessati a partecipare. L’appello che faccio è di darci fiducia e di essere coraggiosi. Ora o mai più». Il patron di Eurochocolate vorrebbe che una fondazione pubblica si facesse carico dei lavori che rimangono da fare (il Mercato è stato ristrutturato “al grezzo”) e che, secondo una stima di Guarducci, ammonterebbero a circa tre milioni di euro: «Con tutti i punti interrogativi che ci sono oggi – spiega – non possiamo governare un investimento del genere dato che dobbiamo salvaguardare le nostre imprese. Sono un ottimista ma non mi avventuro lungo percorsi pericolosi».

Il modello Colonia La suddetta fondazione dovrebbe poi affidare il Mercato ai diversi soggetti che Guarducci potrebbe riunire. Società che “rimborserebbe” l’investimento della fondazione attraverso l’affitto per un periodo intorno ai 15 anni mentre «gli extraprofitti potrebbero essere reinvestiti anche per altro, come accade a Colonia con le start up». Guarducci cita il modello della città tedesca dove è stato costruito un Museo del cioccolato da 600 mila visitatori all’anno, governato da un modello che prevede una fondazione e poi una società di gestione. «Dal 2004 ripeto che il cioccolato a Perugia – dice l’imprenditore – è un bene comune che fa parte dell’identità di Perugia, alla quale noi in 30 anni abbiamo aggiunto qualcosa di importante».
Eurochocolate «Per un progetto così – ha aggiunto a proposito del Mercato – serve una visione che spetta a chi è titolare dell’indirizzo politico. Noi siamo convinti che si tratta di un calcio di rigore a porta vuota; può essere il secondo aeroporto della città. Una chiusura del cerchio naturale e fisiologica che, ovviamente, non potremmo realizzare da soli». Nel frattempo tra un mese partirà l’edizione 2022 di Eurochocolate che si terrà all’Umbriafiere di Bastia Umbra. Un “trasloco” già ampiamente motivato un anno fa: «Nel 2021 – ha detto Guarducci – i risultati sono stati importanti e l’architettura di carattere finanziario è molto cambiata nel corso degli ultimi tempi. Gli sponsor hanno ridotto o spesso annullato la partecipazione a eventi in presenza. Se quest’anno fossimo tornati a Perugia avremmo dovuto allestire un quarto degli spazi. In futuro potremmo tornare ma con una gestione meno elefantiaca». Insomma, a Bastia si resterà a lungo e la “vecchia” – mastodontica – Eurochocolate perugina pare consegnata ai libri di storia.
