di Daniele Bovi e Chiara Fabrizi
Benché non ci sia nessun caso né alcun tipo di allarme o un’epidemia di meningite in corso in Umbria, nella regione sono tantissime le persone che in queste ore si stanno rivolgendo alle due Asl per chiedere informazioni o per vaccinarsi. «Centinaia di persone – spiega a Umbria24 il dottor Massimo Gigli, responsabile del Servizio igiene e sanità pubblica della Asl 1 – si stanno rivolgendo ai nostri servizi per richiedere informazioni o fare un vaccino. Si presentano o telefonano per avere notizie e sapere cosa fare. Questo per via dell’allarmismo che si è scatenato in tutta Italia a causa del tam tam mediatico di questi giorni». Il meccanismo è abbastanza semplice e ormai rodato: benché i numeri dicano che non c’è alcun allarme, il continuo parlare sui tg e sui giornali di casi di meningite in questa o quella città d’Italia, notizie che in genere non ottengono un posto nei notiziari o nei quotidiani nazionali, dà la sensazione alle persone che i casi siano aumentati. Da qui la ‘pressione’ esercitata sui presidi territoriali. Al momento non c’è alcun caso di meningite meningococcica in Umbria, e zero è anche il numero registrato nel corso del 2016 mentre non arrivano a venti quelli di meningite virale. Fatto sta però che sull’onda delle tantissime chiamate l’Asl 1 proprio martedì, spiega sempre Gigli, ha deciso di incrementare gli acquisti di dosi di vaccino per quanto riguarda il mese di gennaio.
Asl Umbria 2 Impennata per la vaccinazione meningococcica di tipo B e C per gli adulti anche nel territorio dell’Asl Umbria 2. Dall’unità operativa igiene e sanità pubblica di Terni, infatti, viene confermato un notevole incremento delle domande da parte di persone maggiorenni, per le quali non è obbligatoria. In particolare per ora – spiega l’Asl 2 a Umbria24 – il personale diretto dalla dottoressa Luisa Valsenti sta somministrando una ventina di vaccini giornalieri con richieste programmate per tutta la settimana in corso e anche la successiva. Ogni giorno e per ora almeno fino al 13 gennaio, dunque, nell’ambulatorio di via Bramante verranno trattate venti persone, un livello di utenza ampiamente lontano da quello ordinario. Negli anni passati, infatti, non c’era necessità di somministrare i vaccini ogni giorno, con la richiesta che non si attestava neanche su cinque richieste quotidiane. A fronte dell’impannata, che viene associata ai recenti caso di meningite verificatisi fuori regione, non risultano carenze di vaccini di tipo B e C con le scorte che vengono giudicate appropriate.
Regione e Ministero Al Tg3 regionale parole tranquillizzanti le ha spese anche Gianni Giovannini, dirigente dell’area prevenzione e sanità pubblica della Regione. «L’Umbria – ha detto – è abbastanza esente dal fenomeno, abbiamo avuto 36 casi negli ultimi otto anni e per la cronaca nel 2016 nessuno. Dal 2008 è in corso una campagna di vaccinazione da parte del servizio regionale per il meningococco di tipo C che viene erogata al 13esimo mese e al 12esimo anno di età, poi è comunque offerto gratuitamente fino all’adolescenza a chi ne fa richiesta. Inoltre viene erogato a prezzo di costo dal servizio sanitario a tutti quei soggetti che ne fanno richiesta». A buttare acqua sul fuoco martedì è anche il Ministero della salute che in una nota rileva come «al momento non esiste alcuna situazione epidemica di meningite e la circolazione dei germi che causano la malattia è nella norma attesa, in linea coi numeri degli ultimi anni».
I numeri Nel 2016, afferma il ministero, «sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015. Ciò è dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia, dove la situazione è costante, soprattutto per quanto riguarda l’infezione da meningococco di tipo C negli adulti già notata nel corso del 2014». Il numero totale dei casi di meningite, dovuti anche ad altri germi (numerosi altri batteri possono causare questa malattia, ad esempio pneumococco, haemophilus influenzae, listeria, streptoccocco B, escherichia coli), è passato da 1479 nel 2014, a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016, quindi «con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato». Per esempio, si sono verificati 940 casi di meningite da pneumococco nel 2016 (rispetto ai 1256 casi del 2015) e 80 da emofilo (rispetto ai 131 del 2015), con una tendenza in diminuzione. Quanto alla letalità della meningite, è di circa il 10 per cento nei casi dovuti a pneumococco (98 deceduti su 940 pazienti nel 2016) e di circa il 12 per cento nei casi da meningococco (21 su 178 pazienti), che aumenta al 23 per cento nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C (13 su 51 pazienti).
Letalità E proprio per quanto riguarda il meningococco di tipo C, il più letale, le cifre dicono che ha causato 36 decessi negli ultimi quattro anni, in una popolazione di quasi 65 milioni di persone. Considerando tutti i ceppi di meningococco che danno la meningite, si rileva, «non si supera il 10 per cento della letalità, anche in questo caso con 711 casi nel quadriennio (178 nel 2016) e 77 decessi registrati complessivamente (17 nel 2016). Se consideriamo l’intero quadriennio analizzato (dal 2013 al 2016), abbiamo 629 decessi per meningite da qualsiasi causa, a fronte di 6786 pazienti diagnosticati». «Per dare un’idea comparativa, i decessi da incidente stradale nel nostro Paese – ricorda il ministero della Salute – sono stati 3419 solo nell’anno 2015». Intanto con un’interrogazione urgente il consigliere regionale del Pd Giacomo Leonelli chiede alla giunta «iniziative che intende adottare per uniformare le modalità di somministrazione del vaccino per il meningicocco di tipo B rispetto a quanto avviene nelle altre regioni».
L’interrogazione Per Leonelli sarebbe opportuno rendere gratuita la profilassi per tutti i cittadini umbri che la richiedano. Il consigliere rileva che «alcuni dei casi di meningite riscontranti nell’ultimo periodo in Italia sono riconducibili al meningicocco di tipo B e il vaccino rappresenta l’unica arma di prevenzione efficace per evitare il contagio e lo svilupparsi della malattia. Ma – spiega il segretario regionale del Pd – mentre il vaccino contro il meningococco C è gratuito, disponibile da anni e rientra nei Livelli essenziali di assistenza, quello contro il sierotipo B è stato autorizzato solo nel 2013 e per questo non è stato incluso nel piano vaccinale 2012-2014 e neppure nei Lea. La scelta di somministrarlo gratuitamente o meno spetta quindi alle Regioni e solo alcune di queste, ma non ancora l’Umbria, hanno provveduto in tal senso».
@DanieleBovi
@chilodice

non era quello che volevano??? creare il panico per far vaccinare ……chi ci guadagna ?????quale casa farmaceutica?????
senza vaccinazione si muore, non c’e’ un’interpretazione credibile alternativa. Puoi chiederti se il modello commerciale dei farmaci è corretto o meno ma non puoi mettere in dubbio l’utilità della vaccinazione che è ampiamente dimostrata da circa 200 anni. La quantità di punti interrogativi non trasformano bufale in verità
Le malattie curabili possono essere curate, certo possono anche essere prevenute che n l’igiene, un’alimentazione sana, una buona forma fisica. La vaccinazione è solo un elemento del puzzle, non semplifichiamo artificialmente ciò che è naturalmente complesso
ma che c’entra?
Pazzesco…ed è chi parla di vaccini che semplifica…
La salute va intesa in senso integrale, frammentarla in specializzazioni è utile solo agli specialisti, non certo a noi cittadini fruitori di cure
…e non ci son più le mezze stagioni
Se a Torino ci sono 23 gradi a inizio marzo.. tu che dici?
che e’ una mezza stagione
È meglio lasciare la semplicità ai semplicioni, o a quelli che preferiscono delegare la responsabilità della propria vita ad altri (medici, esperti, cartomanti..)