di Michelangelo Zerbetto
La storica esclusione delle donne dagli studi e dalla ricerca in ambito medico, ha contribuito a costruire una medicina a lungo modellata prevalentemente sul corpo maschile. Questo il fulcro dell’incontro “Medicina di genere. Salute, ricerca clinica e diritti” sulla necessità e sviluppo della medicina di genere. Appuntamento domenica 6 settembre dalle 16 alle 18 a Perugia, alla sala sant’Anna.
L’iniziativa, organizzata per la Giornata internazionale del benessere sessuale, il 4 settembre, tratterà i motivi storico-culturali che hanno reso necessaria la nascita e lo sviluppo della medicina di genere. Professionisti, esperti e rappresentanti di associazioni di settore, discuteranno su come per lungo tempo, le donne siano state trascurate negli studi e nella ricerca medica, contribuendo, di fatto, all’evoluzione di un modello sanitario basato sulle caratteristiche di un corpo maschile.
All’incontro aperto alla cittadinanza, interverranno il dottor Francesco Micillo con “Aspetti giurisdizionali della medicina di genere”, il dottor Carmine Iorio con “Aspetti etici e sviluppo di farmaci nella ricerca”, la dottoressa Elia Bassini con “Aspetti applicativi della medicina di genere in correlazione a patologie”, la dottoressa Ilaria Giovannelli con “Salute e pregiudizi di genere”. Al tavolo anche Stefania Guidi, presidente dell’associazione Vu Festival aps che si occupa di benessere sessuale e salute del pavimento pelvico. Ad ottobre, l’associazione ha in programma la terza edizione del Vu Festival che quest’anno avrà come tematica proprio la medicina di genere.
L’iniziativa fa parte del progetto Artemisia che punta al miglioramento del sistema sanitario per renderlo più inclusivo e affinché presti maggiore attenzione alle persone in condizioni di vulnerabilità, tra cui donne affette da patologie, giovani e persone con difficoltà economiche o sociali. «Molte di queste patologie – si legge nel comunicato – spesso non sono riconosciute dal sistema sanitario e le donne che ne sono affette devono rivolgersi al privato». Il progetto mira inoltre a sensibilizzare al fine di contrastare la disinformazione e lo stigma che spesso circondano la sfera sessuale e riproduttiva.
L’incontro è promosso da Afas, realtà capofila del progetto Artemisia, insieme al Comitato Artemisia, all’associazione Diritti Solidarietà e Futuro D.S.F. e al Comune di Perugia.


