Al cenro il cardinale Bassetti, a destra padre Pawlik

di Ivano Porfiri

«Più che l’istituzione del matrimonio a essere in crisi è la famiglia o la società in generale perché non abbiamo la concretezza umana, è tutto basato sull’uso e consumo, non riusciamo a superare il primo conflitto o contrasto e spesso provoca rotture». Legge così, padre Krzysztof Pawlik, vicario giudiziale aggiunto del Tribunale ecclesiastico dell’Umbria, l’aumento di cause di annullamento avvenuto nel corso del 2016.

Richieste in aumento I numeri forniti durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario, seguita alla messa presenziata dal cardinale Gualtiero Bassetti, rivelano che dopo tre anni di sostanziale stabilità (104 nel 2013, 104 nel 2014, 103 nel 2015), sono cresciute a 110 le cause introdotte lo scorso anno. In lieve calo, invece, quelle espletate: 121 contro le 126 dell’anno precedente, di cui 115 si sono concluse con esito affermativo. La stragrande maggioranza delle cause di nullità affrontate e che hanno avuto esito affermativo (sono state cioè accolte) poggiavano sull’incapacità dei coniugi (127), seguite dall’esclusione dei figli (7), esclusione dell’indissolubilità (3), solo due per esclusione della fedeltà, mentre una per impotenza.

Intervista a padre Pawlik:

Cause delle crisi Secondo padre Pawlik, l’alto numero di cause per incapacità «non significa essere privi di quoziente intellettivo, ma a mancare è la consapevolezza su cosa sia e cosa comporti il matrimonio. È quello di cui ha parlato anche il Santo Padre alla Sacra Rota quest’anno: la mancanza della fede oltre che la mentalità diffusa provoca questa visione distorta del matrimonio, un consorzio che dura tutto sommato finché ci sta bene quando non sia più bene ognuno per l sua strada, nessuno si scandalizza, nessuno si offende».

Identikit dei matrimoni falliti La durata dei matrimoni per cui si chiede l’annullamento vede in testa quelli lunghi: 44 dai 10 anni in su, seguiti da 31 tra 5 e 10 anni). In 9 casi non era trascorso neppure un anno dal sì. È più spesso la donna (66 casi contro 51) a fare richiesta. Dalla condizione sociale delle parti, emerge come non ci siano barriere: si va dai dirigenti, ai medici, pensionati ai disoccupati, dagli imprenditori, agli insegnanti. L’età rivela un prevalere dei 40enni (58), seguiti dai 30enni (26) e 50enni (21).

Provenienza Sulla diocesi di provenienza delle richieste di annullamento, Perugia domina con 48, seguita da Terni con 26, Assisi/Nocera/Gualdo con 13, Spoleto/Norcia e Orvieto/Todi con 11, Foligno 5, Gubbio 4, Città di Castello 3. Dall’evoluzione degli ultimi anni, Perugia è in netta crescita dal 2013 in poi (da 21 a 48), anche Terni, Assisi e Gubbio crescono, mentre le altre diocesi calano.

Bassetti: Apprezzare bellezza matrimonio» Sul matrimonio cristiano il cardinale Bassetti si è detto «convinto che tutti vogliamo riscoprire e apprezzare la bellezza del matrimonio, che è la premessa indispensabile per aiutare a far nascere tanti matrimoni e famiglie cristiane e accompagnare i giovani a scegliere con coscienza e maturità il matrimonio sacramento. Come ci insegna il Santo Padre, non dobbiamo mai idealizzare gli elementi costitutivi del matrimonio, ma essere realisti, sapendo e insegnando che non si nasce marito o moglie, ma si diventa coniuge, accettando i pregi e difetti l’uno dell’altro in una complementarietà di aiuto reciproco». Soffermandosi sull’attività giudicante del Tribunale ecclesiastico, il porporato ha evidenziato che «comprendere adeguatamente il valore della vita e dei principi umani e cristiani costituisce una qualità e capacità indispensabile per valutare e giudicare sulla validità del matrimonio legiferati dalla norma canonica da applicare con equità e carità».

Nuova procedura Monsignor Joaquín Llobell, ordinario di Diritto processuale canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce ha svolto una prolusione sul tema: “Questioni sull’appello nelle cause di nullità del matrimonio”. Llobell, ha evidenziato una delle questioni più rilevanti e comuni dell’appello nelle cause di nullità del matrimonio a seguito della nuova procedura approvata da papa Francesco. «La nuova legge permette la celebrazione di nuove nozze – ha sottolineato – quando la prima sentenza è a favore della nullità del matrimonio, ma non toglie la possibilità di impugnare questa sentenza che ha dichiarato la nullità. Basta quella sentenza a concludere la procedura se non è appellata, ma in caso contrario l’appello ha un effetto sospensivo che impedisce la celebrazione del matrimonio finché non ci sarà la ratifica, e allora ci sarà la doppia sentenza conforme a favore della nullità che permette di celebrare il nuovo matrimonio, ma se sarà negativa si potrà appellare al Tribunale di terza istanza in modo tale che questo Tribunale possa dare la doppia conforme con la prima, a favore della nullità, o la doppia conforme con la seconda, contro la nullità».