Il manifesto del convegno

di Ivano Porfiri

I responsabili provinciali della sicurezza parleranno del convegno sulla Marcia su Roma e, rispondendo al sindaco Wladimiro Boccali, diranno se potrà svolgersi oppure verrà impedita per motivi di ordine pubblico.

Se ne parla in prefettura Il convegno sulla Marcia su Roma torna all’ordine del giorno del Comitato per l’ordine e la sicurezza. La riunione inizialmente fissata per venerdì 26, ma che era stata rinviata al 31, dopo la lettera del sindaco Boccali al prefetto Vincenzo Cardellicchio, è tornata in programma per le 11 del 26. Si parlerà dunque della manifestazione in programma all’hotel Brufani (oggetto di molte critiche e la cui posizione è stata esplicitata in un’intervista a Umbria24 dal direttore) al centro di tante polemiche. A partire da quella del sindaco, per arrivare alle dure prese di posizione della presidente della Regione, Catiuscia Marini e di numerosi altri esponenti politici e istituzionali.

Apologia di fascismo Il tam tam che vorrebbe impedire il convegno commemorativo della marcia del 28 ottobre del 1922, cui intanto fa sapere che parteciperà il pronipote del Duce, fa leva sull’accusa di apologia di fascismo, ben chiara – secondo chi protesta – a cominciare dalle parole e le immagini usate nei manifesti dal comitato «Pro 90° anniversario della Marcia su Roma». Della questione si è parlato giovedì mattina alla Sala della Vaccara in un conferenza stampa della sezione Anpi ‘Bonfigli Tomovic’ cui ha preso parte lo stesso Boccali. L’Anpi e la Cgil manifesteranno contro la commemorazione insieme agli studenti di sinistra.

Il no dell’Anpi «La notizia della manifestazione del ricordo della marcia su Roma – ha detto in una nota il presidente Anpi nazionale Carlo Smuraglia – è ancora una volta vergognosa, come lo è stata quella della dedica di un sacrario a Graziani, i numerosi episodi di manifestazioni neofasciste, le aggressioni ai licei romani e così via. C’è un crescendo, che bisogna assolutamente fermare, perché indegno di un paese democratico e antifascista. L’Anpi ha avviato dal 25 luglio una campagna di mobilitazione su questi temi, ha denunciato all’autorità giudiziaria i responsabili del sacrario a Graziani e non ha mancato di reagire ad ognuno di questi episodi, chiamando anche alle loro responsabilità le autorità dello Stato, le Istituzioni, gli Enti locali». L’Anpi chiederà un incontro al ministro degli Interni e uno con l’Anm per verificare il livello della sensibilità della magistratura sull’applicazione della normativa vigente, a partire dalla legge “Mancino”.

Vinti aderisce L’assessore regionale, Stefano Vinti,  aderisce all’appello antifascista della sezione Anpi ‘Bonfigli Tomovic’.  «Mi unisco – ha detto Vinti – alla richiesta alle autorità competenti di vietare, nel rispetto della legge e dei principi della Costituzione repubblicana, l’iniziativa del Comitato per il 90° anniversario della Marcia su Roma, e di rimuovere tutti i manifesti che da giorni sono sui muri della nostra città promuovendo il fascismo nelle sue vecchie e nuove manifestazioni». Inoltre l’assessore fa sapere che parteciperà  alle iniziative dell’Anpi in programma  il  26 ottobre (ore 15) nel Cimitero Monumentale di Perugia, dove verrà deposto  un omaggio floreale sulle tombe delle medaglie d’oro al V.M. della Resistenza, Mario Grecchi, Rodolfo Betti, Ludovico Ticchioni, Marcello Pucci Boncambi e sulle tombe di Primo Ciabatti, fucilato dai tedeschi, e Eglo Tenerini, ammazzato dai fascisti,  e il 27 e 28 ottobre (dalle ore 10)  in Piazza IV Novembre.

Valentino: «Io ci sarò» Chi parteciperà di sicuro al convegno è, invece, Rocco Valentino, consigliere regionale del Pdl. «Io ci sarò – dice -. Parteciperò perché credo fermamente che si tratti solo di un incontro di studi storici, senza alcuna apologia come invece lamentano altri rappresentanti delle istituzioni, e quindi non può essere censurato. Credo che si tratti di una delle tante manifestazione di libertà di pensiero garantita dalla nostra Costituzione. Chi predica allarmismo, creando inutili tensioni, dimostra un’attitudine fortemente antidemocratica, ergendosi a censore di cosa è bene e cosa è male, di cosa è consentito e di cosa non è consentito. La libertà di pensiero, come sosteneva Voltaire, va garantita sempre, anche quando alcune sue manifestazioni non ci piacciono».

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