Il manifesto del convegno

di Ivano Porfiri

Nessuno stop al convegno sulla Marcia su Roma, ma non ci sarà la visita al cimitero sulle «tombe degli squadristi perugini» né altre manifestazioni esterne. E’ questo il compromesso raggiunto tra le autorità di pubblica sicurezza e gli organizzatori della tanto discussa rievocazione della Marcia del ’22. Ne ha discusso il Comitato per l’ordine e la sicurezza riunitosi in prefettura.

Impossibile vietare A sollecitare l’inserimento dell’argomento nell’ordine del giorno il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, che aveva manifestato il suo sdegno e scritto a prefetto e questore. «Mi è stato spiegato – riferisce Boccali a Umbria24 – che non poteva essere il Comitato a vietare un convegno in un albergo e, sebbene io pensi che si tratti solo di un pretesto, ho preso atto della situazione. Ho comunque chiesto che venga assicurata la massima vigilanza per eviatre eventuali problemi per la città e da questo punto di vista sono stato rassicurato».

Niente visita a tombe di squadristi Dal questore, autorità responsabile della sicurezza pubblica, è arrivata tuttavia la comunicazione che del programma iniziale è rimasto solo il convegno al Brufani (leggi l’intervista al direttore) cui parteciperà anche il nipote del Duce. Non ci saranno, dunque, le manifestazioni collaterali, tra le quali l’omaggio ai «Caduti della rivoluzione fascista» al cimitero monumentale di Perugia, con tanto di «visita guidata alle tombe degli squadristi perugini». Né nessun altro assembramento esterno all’hotel Brufani. Come si è arrivati a ciò? Molto probabilmente con un’opera di moral suasion nei confronti degli organizzatori da parte dello stesso questore. Un compromesso per evitare inutili tensioni ed eventuali pericoli per l’ordine pubblico.

Boccali in piazza Giunti al compromesso, Boccali ribadisce comunque «tutta la contrarietà alla manifestazione da parte mia e della città». Boccali sottolinea che parteciperà al presidio organizzato da Anpi e Cgil in corso Vannucci per sabato. «Colgo l’occasione – conclude – per invitare i perugini a manifestare la propria contrarietà in modo pacifico e democratico, con tutta la civiltà necessaria per distinguersi da simili pseudo rievocazioni storiche».

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