Ok definitivo alla legge anti-slot della Regione. Il testo, risultato di tre differenti proposte, è stato approvato con 20 voti a favore, 1 no (Valentino-FI) e 4 astenuti (Nevi, Rosi-FI e Mantovani, Monni-Up/Ncd). Mira a prevenire l’insorgere di dipendenza da gioco e contrastare il gioco d’azzardo patologico. Ci saranno sgravi fiscali sull’Irap per chi rinuncerà a installare le slot e aggravi per chi le installerà. Le nuove sale da gioco dovranno distare almeno 500 metri da scuole, centri per anziani e altre strutture vulnerabili.
Bei propositi Le finalità della legge sono quelle di prevenire l’insorgere di dipendenza da gioco e contrastare il gioco d’azzardo patologico, sostenendo le persone affette da tale patologia e le loro famiglie attraverso un aiuto da parte delle strutture sanitarie, l’istituzione di un numero verde per segnalare le problematiche, il coinvolgimento e la formazione di associazioni e operatori del settore, l’informazione estesa a cominciare dalle scuole, la distanza di almeno 500 metri delle nuove sale da gioco da scuole, centri per anziani e altre strutture vulnerabili.
Sgravi difficili da quantificare Molto discussa prima dell’avvio della trattazione di questo punto all’ordine del giorno la norma finanziaria, che prevede una dotazione di 120 mila euro, e che non può quantificare con esattezza l’entità sia degli sgravi fiscali (meno 0,92 per cento dell’aliquota regionale Irap per i gestori che rinunceranno alle slot machine, potendo fregiarsi anche del marchio no-slot) che degli aggravi (più 0,92) per chi le installa. I consiglieri Valentino e Nevi (FI) hanno paventato possibili rilievi della magistratura contabile sulla non precisa quantificazione delle somme e quindi degli eventuali oneri spettanti alla Regione, mentre i consiglieri Dottorini, Brutti (Idv) e Monacelli (Udc) hanno chiesto di evitare qualsiasi rinvio che potesse ostacolare l’approvazione di un atto definito fondamentale. Alla fine il presidente dell’Assemblea legislativa, Eros Brega, dopo una verifica richiesta agli uffici, ha dato il via libera per la relazione in Aula sull’atto.
Legge non vessatoria A illustrare il testo come relatore unico Franco Zaffini. «Nessuno – ha detto – vuole perseguire il gioco legale, ma contrastare un fenomeno che col gioco non c’entra niente e determina patologie gravi, pericolosissime per la nostra società. Su quello online non possiamo intervenire perché internet è libero, riguarda solo la piccola parte degli apparecchi automatici. Non posso non dire anche in quest’Aula che lo Stato si comporta da biscazziere e fa cassa sui giochi. Nel merito, dovevamo definire nel testo di legge come la Regione potesse intervenire su una normativa nazionale sicuramente lacunosa, per evitare il danno causato dall’eccessiva disponibilità di macchinette». Secondo Zaffini la legge «non è vessatoria nei confronti di chi ha le macchinette per il gioco legale, che comunque dispone di un fatturato aggiuntivo e dovrà pagarci qualcosa in più, mentre chi rinuncia alle macchinette, oltre al marchio qualificante ‘no-slot’, godrà di facilitazioni con la riduzione dell’aliquota Irap».
Numero verde Oltre al marchio ‘no slot’ e agli sgravi Irap, sarà istituito un numero verde regionale per le segnalazioni e le richieste di aiuto e per fornire un primo servizio di ascolto, assistenza e consulenza per l’orientamento ai servizi competenti. I riferimenti del numero verde dovranno essere affissi su ogni apparecchio per il gioco lecito e nei locali con offerta del gioco.
Distanze e multe Le distanze dei locali dove si trovano apparecchi per il gioco lecito dovranno essere di almeno 500 metri da scuole, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito socio-sanitario e centri di aggregazione giovanile. Sarà vietata qualsiasi pubblicità relativa all’apertura e all’esercizio di sale giochi. Sono previste sanzioni da 5 mila a 15 mila euro, nonché chiusura delle sale da gioco o sigilli agli apparecchi per chi non rispettasse le misure dettate.
Formazione e patologie Prevista altresì la formazione di operatori sociali e sociosanitari, per quelli delle associazioni di consumatori e utenti, per gli educatori delle scuole e dei centri di aggregazione giovanile, oltre che per i gestori di sale da gioco e per il personale, allo scopo di prevenire gli eccessi del gioco, in particolare attraverso il riconoscimento delle situazioni di rischio e delle loro dinamiche. La Regione potrà concedere contributi ad associazioni e cooperative sociali che si occupano delle problematiche correlate al gioco e promuoverà lo svolgimento, da parte delle aziende sanitarie locali, di iniziative nei confronti di persone affette da dipendenza da gioco d’azzardo patologico e patologie correlate.
Il dibattito Per Dottorini «questo testo riesce a coniugare con equilibrio e coerenza gli aspetti sanitari, sociali ed economici. Gli sforzi che stiamo mettendo in campo andranno a cozzare inevitabilmente con la normativa statale che non solo consente il gioco d’azzardo, ma da esso trae un profitto che ci appare sporco e immorale, anche perché legato a lobby potenti, a quanto pare collegate a doppio filo con esponenti politici e di governo. Ma questo, viste le nostre competenze, è il massimo che si potesse fare». Monacelli ha espresso «soddisfazione» per la legge ma sottolineando che i numeri della ludopatia «fanno paura, si tratta di un vero e proprio dramma sociale di cui tutti siamo chiamati a farci carico». Critiche da Mantovani, secondo il quale «questa legge può rispondere a finalità nobili e giuste dal punto di vista umano, ma in altre parti è assolutamente inaccettabile. Bene i controlli previsti per i divieti, soprattutto per i giovani, ma non è giusto andare a penalizzare qualcuno per favorirne altri. È chiaro che oltre alla speculazione di Stato, in questo modo, ci mettiamo anche quella della Regione». Valentino ha rimarcato come «il proibizionismo favorisce le organizzazioni criminali» e la legge «produrrà solo decine di ricorsi e di conflitti con la legge nazionale vigente». Brutti ha chiesto «una seria azione proibizionista verso il gioco d’azzardo. Se l’Umbria non può limitare da sola il gioco, possiamo proporre ad altre 5 Regioni di stilare un disegno di legge nazionale per mettere al bando il gioco d’azzardo». Per Goracci la legge va nella giusta direzione, mentre secondo Cintioli è «un buon punto di partenza». Nevi dice no al proibizionismo ma «occorre dividere la ludopatia dal gioco lecito, che non è una patologia. Per combatterla servono interventi importanti, che nella legge sono anche citate all’articolo 3». Infine, l’assessore al Welfare Carla Casciari ha evidenziato come «vi sono aspetti importantissimi in questa legge voluta anche da tutte le associazioni, comprese quelle delle imprese, elementi che possono essere di enorme aiuto come il numero verde per chiedere aiuto, che sarà curato del Ser.T di Foligno».
