Segnali di miglioramento sulle liste d’attesa ma restano difficoltà. Nei primi nove mesi del 2026 il 62,7% delle prime visite specialistiche è stato erogato entro i tempi previsti, contro una media nazionale del 78,6%. Per gli esami diagnostici la quota sale al 64,7%, ma resta lontana dall’85% registrato in Italia. È quanto emerge dal bollettino Agenas aggiornato al 30 settembre.
Il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra un miglioramento. In Umbria la quota di prime visite garantite nei tempi è passata dal 59,2 al 62,7%, con un aumento di 3,5 punti percentuali. Per gli esami diagnostici la crescita è stata più consistente: dal 54,5 al 64,7%, pari a 10,2 punti in più. Il recupero, tuttavia, non ha colmato la distanza dal dato nazionale.
Per le prime visite, la percentuale di prestazioni erogate nei tempi è inferiore al 70% in quattro regioni: Puglia, con il 55,3%, Umbria, con il 62,7%, Sardegna, con il 64,3%, e Friuli-Venezia Giulia, con il 67,8%. Per la diagnostica, sotto la stessa soglia si trovano Puglia, al 63,4%, Umbria, al 64,7%, e Valle d’Aosta, al 69,7%.
Il divario emerge anche considerando le prestazioni che non rispettano i tempi di garanzia. In Umbria è fuori termine il 37,3% delle prime visite e il 35,3% degli esami diagnostici. Le medie nazionali sono rispettivamente del 21,4 e del 15%. La differenza è quindi di 15,9 punti percentuali per le visite e di 20,3 punti per gli esami.
Il quadro nazionale registra, nel frattempo, un aumento delle prenotazioni. Nei primi nove mesi del 2026 sono state 21,8 milioni, oltre due milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La quota di prestazioni erogate nei tempi è salita sia per le prime visite, dal 76,9 al 78,6%, sia per gli esami diagnostici, dall’83,3 all’85%. L’andamento dell’Umbria si inserisce dunque in una tendenza generale al miglioramento, ma con risultati ancora inferiori a quelli raggiunti dalla maggior parte delle regioni.


