Cup Usl 1 in piazzale Europa di Perugia 6 febbraio 2021

di Daniele Bovi

Atteso da diversi giorni, è stato approvato mercoledì l’ennesimo piano tramite il quale la Regione punta a smaltire le liste d’attesa. A un anno dal precedente infatti «permane una situazione di elevata criticità», il che crea «un crescente disagio da parte dell’utenza cui è indispensabile porre tempestivamente rimedio». L’obiettivo è quello di erogare tutte e 74mila le prestazioni arretrate entro luglio, ed evitare che tornino a ingrossarsi le fila dei percorsi di tutela, secondo i quali qualora venga superato il tempo massimo di attesa, può essere attivata una specifica procedura che permetta al paziente di effettuare la prestazione tramite il privato accreditato nel rispetto dei tempi previsti dalla legge.

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Nuovo piano Sul piatto complessivamente ci sono quasi 7 milioni di euro, 1,6 dei quali «già presenti nei bilanci delle Aziende ospedaliere e sanitarie – spiega la giunta in una nota – proprio al fine di smaltire le 74mila prestazioni»; risorse stanziate nel 2020 dal governo proprio con questo obiettivo ma non utilizzate. I soldi saranno divisi tra Usl e ospedali per aumentare la produttività e pagare i privati. Concretamente, infatti, per tagliare gli arretrati si farà ricorso anche alle strutture private convenzionate, ma non solo. Nella delibera si parla di offerta ampliata per quanto riguarda quelle prestazioni che oggi alimentano i percorsi di tutela «salvando, quando possibile, il principio di prossimità rispetto alla residenza del richiedente», ovvero senza costringere gli utenti a lunghi spostamenti. Ampliamento che dovrà essere fatto anche tenendo conto dei bacini di utenza.

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Overbooking Poi si stabilisce che i macchinari per gli esami dovranno essere utilizzati almeno 12 ore al giorno nei giorni feriali (dalle 8 alle 20), con un numero minimo prestabilito di esami e programmazione serale almeno una volta alla settimana, mentre per i festivi si parla di almeno due domeniche al mese. «La mancata utilizzazione a pieno delle apparecchiature, con genesi di percorsi di tutela – è scritto nel piano – rappresenta elemento di verifica puntuale da parte della direzione regionale per gli adempimenti successivi». Tra le direttive anche l’attivazione dell’overbooking «che, con l’offerta ampliata in maniera corretta, diviene residuale e permette il recupero tempestivo delle prestazioni».

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Presa in carico Come già disposto nei mesi passati poi, nella delibera si ribadisce che i pazienti vanno presi in carico dagli specialisti, che prescriveranno ulteriori approfondimenti senza far tornare il paziente dal medico di base; il tutto per utilizzare al massimo le piastre ambulatoriali. E poi ancora monitoraggio settimanale dell’offerta di primi e secondi accessi e, sempre nell’ottica di limitare gli spostamenti, revisione dell’ambito di riferimento per gli over 65 e i pazienti fragili che sarà attivato a livello distrettuale e non più regionale. Altro vecchio problema è quello dell’appropriatezza delle prescrizioni. Su questo fronte la giunta vuole una «validazione dell’erogato» da parte degli specialisti, con richiami e azioni correttive quando il livello di concordanza con i Rao (i Raggruppamenti di attesa omogenei) sia sotto il cento per cento.

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Gli interventi Strategie simili ci sono anche per il recupero delle liste di attesa chirurgiche e per l’ottimizzazione dell’utilizzo delle sale operatorie. Oggi ogni struttura pubblica ha un proprio regolamento interno per la gestione di queste liste, mentre ora si dovrebbe procedere con linee di indirizzo regionali: «L’obiettivo prioritario – è detto nel piano – è quello di inserire i pazienti in lista di attesa chirurgica in base alla loro priorità clinica e alla complessità di intervento».

I passaggi Gli step prevedono il recepimento dell’accordo tra Governo e Regioni – datato 2020 – con il quale si stabilisce il modo in cui gestire le liste. In Umbria in concreto si punta a una classificazione degli interventi, all’identificazione di un responsabile unico per ogni azienda, all’informatizzazione dei sistemi di rilevazione, alla predisposizione di un regolamento ad hoc, e non solo. La giunta parla anche di una centralizzazione del governo delle liste, di un regolamento di sala operatoria e della definizione di strumenti di monitoraggio dell’offerta.

Problemi vecchi Nel comunicato la giunta, che nei giorni scorsi ha obbligato i direttori di Usl e ospedali a ricevere per tre ore a settimana i cittadini, spiega che i problemi vanno avanti da anni e riguardano tutte le regioni, in particolare dopo il Covid che ha portato a un ulteriore allungamento delle liste. Fra tre mesi si capirà se l’ennesimo piano ha funzionato oppure no. Nel frattempo, la task force regionale istituita recentemente si riunirà ogni due settimane per fare il punto.

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