di Daniele Bovi
Un nuovo modello organizzativo «che non impoverirà nessuna delle due aziende, ma al contrario le valorizzerà», e per i cui vertici si procederà con la «logica del merito e dell’esperienza, e non della spartizione». Dopo un lungo travaglio lunedì a Palazzo Donini Regione e Università hanno presentato la riorganizzazione delle aziende ospedaliere di Perugia e Terni, che nel giro di qualche mese diventeranno aziende «ospedaliero-universitarie» integrate. Un tema delicatissimo al centro di quello che è forse il più importante dei sei protocolli attuativi della convenzione che regola i rapporti tra Palazzo Donini e Palazzo Murena.
GRAFICI: COME CAMBIANO I REPARTI
Due linee L’integrazione passerà attraverso «due principali linee di azione»: la prima riguarda «la differenziazione di intervento delle strutture complesse attribuendo una precisa vocazione ai vari reparti e differenziando gli interventi emergenziali da quelli programmati», mentre la seconda «vedrà la specializzazione delle varie attività delle strutture per patologia di organo, evitando sovrapposizioni ma al contrario basandosi sulle specializzandosi per aree di intervento». Un taglio dei cosiddetti doppioni che è stato fin dall’inizio uno degli obiettivi dichiarati da entrambe le parti nel corso di questa lunghissima partita.
Chi fa cosa Al centro della conferenza stampa – alla quale hanno partecipato la presidente Donatella Tesei, il rettore Maurizio Oliviero, l’assessore alla Sanità Luca Coletto, il direttore regionale Massimo D’Angelo e il direttore del Dipartimento di Medicina, Vincenzo Nicola Talesa – le slide in cui si specifica chi farà cosa, ovvero quali «strutture complesse» saranno presenti all’ospedale di Perugia e quali in quello di Terni. Ripartizione che rappresenta al momento una proposta. Il dossier sarà infatti inviato la prossima settimana al Ministero della Salute, che poi avrà alcune settimane di tempo per esprimersi; a quel punto, dopo tutti i passaggi burocratici, l’attesa riorganizzazione potrà partire per davvero.
Lo schema La ripartizione segue la logica dei dipartimenti. Partendo da quello di emergenza e accettazione a Perugia e Terni sono ovviamente previsti Anestesia e rianimazione, pronto soccorso e medicina d’urgenza, con in più a Perugia la struttura complessa dedicata alla specialità cardio-toracico vascolare. Il dipartimento di Medicina generale e specialistica prevede a Perugia e Terni dermatologia, malattie infettive, nefrologia, gastroenterologia e endoscopia digestiva, geriatria, endocrinologia e malattie del metabolismo; solo a Terni medicina interna e malattie vascolari e medicina interna e traslazione; solo a Perugia invece medicina interna, medicina del lavoro e reumatologia. Per il dipartimento di chirurgia generale, specialistica e oncologica a Perugia e Terni ci saranno chirurgia maxillo-facciale, ortopedia e traumatologia e clinica urologica (a Terni anche uroginecologica). Solo a Perugia chirurgia generale e gastroenterologica, due chirurgie generali differenziate per patologia d’organo, chirurgia plastica; solo a Terni invece chirurgia della mano, chirurgia digestiva e d’urgenza e chirurgia generale e endocrinochirurgia.
I reparti Per quanto riguarda invece il dipartimento materno infantile a Perugia e Terni ci saranno ovviamente ostetricia e ginecologia, pediatria e la terapia intensiva neonatale. Solo a Perugia invece clinica ostetrica e procreazione mediamente assistita, oncoematologia pediatrica e chirurgia pediatrica (presente anche a Terni con affluenza funzionale). Per il dipartimento oncologico a Perugia e Terni sono previste oncologia, radioterapia, anatomia patologica e radioterapia; solo a Perugia invece l’ematologia, l’immunotrasfusionale e la già citata oncolematologia pediatrica.
La suddivisione Per tutta l’area cardio-toracico-vascolare previste in tutte e due gli ospedali le strutture di cardiochirurgia, cardiologia e chirurgia vascolare; solo a Perugia invece cardiologia e fisiopatologia cardiovascolare, pneumologia e Utir e chirurgia toracica. Per quanto riguarda invece neuroscienze e organi sensoriali a Perugia e Terni ci saranno neurochirurgia, oculistica, otorino; solo a Perugia unità spinale unipolare e psichiatria e solo a Terni neurologia e stroke unit. Da ultimo la diagnostica: dallo schema che sarà inviato al ministero risultano un solo laboratorio di analisi a Terni, con microbiologia a Perugia. In entrambi gli ospedali invece radiologia interventistica, medicina nucleare, neuroradiologia; solo a Perugia invece patologia clinica ed ematologia, mentre solo a Terni immunoematologia e trasfusionale.
Gli obiettivi In generale l’obiettivo, oltre a contribuire all’abbattimento delle liste d’attesa, è «alzare l’asticella» dei servizi assistenziali, ma anche ricerca e formazione con al centro sempre la «qualità» in una logica di condivisione e programmazione, «per investire meglio pure le risorse e arrivare a delle scelte comuni». «Appropriatezza, logica del merito e non della spartizione» per Tesei sono le principali linee guida che caratterizzano la riorganizzazione: «Le due aziende – ha detto – sono e devono essere il fulcro della sanità regionale attraverso l’individuazione di percorsi che servano a garantire migliori prestazioni per l’utenza regionale ma anche per rendere la sanità umbra più attrattiva anche a livello extraregionale». «Presentiamo una riorganizzazione che parla della sanità umbra – ha detto Oliviero – che è unica ed è fatta di grandi professionisti e medici sia all’interno delle aziende ospedaliere che dell’università. E lo facciamo con una nuova modalità di organizzazione delle prestazioni che mette insieme azienda ospedaliera e università non con logica di ripartizione e di antagonismo, e non a caso parliamo per la prima volta di aziende integrate».
I commenti Oliviero ha poi promesso anche una fase di «reclutamento» per riportare in Umbria giovani medici: «Attraverso i professionisti migliori – ha detto sul punto Coletto – vogliamo portare sempre più qualità nei servizi sanitari». Cambiamento, per Coletto, è poi sinonimo di programmazione ed efficientamento: «Cambiare comporta dei rischi ma era necessario farlo per colmare un gap. Così i cittadini umbri non devono andare in altre regioni per farsi curare. Finalmente ora abbiamo uno schema su cui lavorare». «Una sanità di qualità ha bisogno anche di una formazione di qualità e il documento ne tiene atto» ha detto il professor Talesa per poi aggiungere: «Migliorare la prestazione dei servizi sanitari significa anche migliorare gli aspetti della formazione e della ricerca». In attesa che la riorganizzazione parta per davvero, intanto, l’obiettivo è anche quello di evitare ulteriori facenti funzione e interim «per procedere alla attribuzione dei ruoli con tutte le procedure previste per legge».
