di Daniele Bovi
Per ora niente adeguamento delle tariffe e proroga di un anno per conformarsi ai nuovi requisiti. Nelle scorse ore, giusto in tempo per evitare quelle che sarebbero state delle clamorose revoche delle autorizzazioni, la giunta regionale ha deciso di posticipare all’aprile 2024 il termine entro il quale le «strutture sanitarie e sociosanitarie di assistenza territoriale extraospedaliera» dovranno adeguarsi ai nuovi requisiti fissati da Palazzo Donini.
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Cosa sono Strutture fondamentali per l’assistenza dei cittadini dato che si parla di residenze sanitarie per anziani o disabili, hospice, centri diurni, di riabilitazione e in generale di molte di quelle dedicate alla cura delle persone più fragili, come pazienti psichiatrici o affetti da dipendenze. Con il nuovo regolamento che risale all’aprile 2022 (e aggiornato nel gennaio di quest’anno) la giunta ha fissato una serie di requisiti aggiuntivi, anche in termini di sicurezza, e ha riclassificato le strutture.
Requisiti Gli aggiornamenti avrebbero comportato un aumento dei costi per le strutture, arrivate anche a manifestare davanti a Palazzo Cesaroni spiegando che le tariffe sono ferme ormai da un decennio, senza dimenticare l’impatto provocato dalla pandemia. E così, nel marzo dell’anno scorso, con un accordo era stato stabilito che le nuove tariffe sarebbero state applicate a partire dal primo gennaio, mese in cui però, come visto, il regolamento è cambiato di nuovo. E così niente definizione delle tariffe. Ma i problemi non finiscono qui dato che è la giunta stessa a sottolineare, nell’atto approvato venerdì, che «le sopravvenute esigenze di perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario delle aziende Usl Umbria 1 e 2, hanno determinato una difficoltà nell’individuare le necessarie maggiori risorse nei bilanci aziendali». E senza soldi non possono esserci gli aumenti tariffari.
Adeguamenti A oggi poi sono pochissime le strutture che si sono adeguate ai nuovi standard fissati dalla giunta: «Negli ultimi mesi – scrive Palazzo Donini – sono pervenute numerose comunicazioni e sollecitazioni da parte degli enti gestori delle strutture sociosanitarie e dei loro organismi di rappresentanza miranti a denunciare la sostanziale impossibilità per le strutture medesime a procedere all’adeguamento ai nuovi requisiti in assenza di tempi certi per l’applicazione delle nuove tariffe ancora da definire, pena la determinazione di ingenti passivi nei bilanci aziendali». In una riunione di fine marzo tra Regione e strutture, inoltre, di fronte all’impossibilità per le Usl di trovare le necessarie risorse, si è fatta strada l’idea della proroga.
La mozione Il tema era stato al centro anche di una mozione, presentata dai consiglieri regionali di opposizione Andrea Fora (Patto civico) e Tommaso Bori (Pd), approvata all’unanimità a marzo. Atto con il quale si chiedeva proprio di attivare entro marzo un tavolo fra Regione, Usl e gestori per monitorare i dossier relativi ai ristori Covid, alle tariffe e non solo. «Nei primi mesi del 2022 finalmente – ricordava Fora in aula – è stata adottata dalla Giunta la delibera che ha approvato un primo adeguamento delle tariffe, ma da allora gli accessi nelle strutture da parte delle due aziende risultano di molto ridotti rispetto al passato soprattutto in relazione alle reali necessità che si riscontrano sul territorio. Non sarebbe ammissibile che per motivazioni di budget errato fra Asl e Regione il conto finale dei mancati ricoveri lo dovessero pagare cittadini e famiglie a cui verrebbero negati i servizi».
