di Ivano Porfiri
«La sfida è difficile, il tema delicato ma sull’abbattimento delle liste di attesa ci giochiamo tutto». E’ risoluta come non mai la presidente Catiuscia Marini, tanto da pretendere da tutti i suoi collaboratori il massimo dell’efficienza. A partire dai quattro direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere: «Hanno il mese di agosto per elaborare ognuno il suo piano, l’importante è il risultato, cioè un effetto immediato di riduzione delle liste d’attesa non per le emergenze, dove già il sistema funziona, ma sulle cosiddette ‘prestazioni programmate’ che, non solo dovranno avvenire entro i 180 giorni previsti dalla legge, ma per le quali garantiremo il termine dei 30 giorni in caso di prima visita». Il Piano straordinario per le liste d’attesa, dopo la fase di partecipazione con le relative anticipazioni, prende ora ufficialmente il via con l’ok della giunta regionale.
Qualche numero Marini sottolinea come «il sistema dell’emergenza-urgenza è un fiore all’occhiello dell’Umbria e funziona già. Quello su cui vogliamo incidere è sulle ‘prestazioni programmate’ ovvero quelle non considerate “urgenti” dal medico di medicina generale o da quello che le prescrive. Questo perché aspettare tanto una visita dà una sensazione di inefficienza complessiva del sistema, cosa che non è affatto vera». In effetti, chi deve attendere oltre un anno per una mammografia o una colonscopia ne sa qualcosa. «Le criticità sono in 5-6 tipi di prestazioni – puntualizza Marini – ma noi vogliamo riformare l’intero sistema». In totale, precisa il direttore dell’Area sanità della Regione, Emilio Duca, «il sistema regionale garantisce ogni anno oltre 7 milioni di prestazioni, non considerando gli esami di laboratorio che sono circa 15 milioni e per i quali entro settembre verrà varato un piano ad hoc per farli realizzare entro i 10 giorni dalla prenotazione». In questo mare magnum, a creare ritardi nell’erogazione ci sono diverse cosa: dal 15% dei pazienti che non si presenta alla visita creando vuoti a discapito di altri, a inefficienze del sistema di prenotazione. Ma anche quella che Marini chiama «medicina difensiva», cioè le prescrizioni anche superflue che i medici fanno a fronte dell’aumento delle denunce degli utenti.
La strategia La Regione ha approvato un ventaglio di possibilità per l’elaborazione dei piani da parte di ogni azienda, con il placet dei sindacati. Si va dall’apertura delle strutture fino alle 22, il sabato e anche la domenica mattina all’utilizzo del personale con possibilità di spostamento tra le varie aziende per utilizzare al massimo anche i macchinari. Dalla possibilità di dispiegare il personale extra orario di lavoro all’assunzione temporanea a mirata al Piano straordinario giovani medici o tecnici disoccupati. Dalla rimodulazione del budget con le strutture private accreditate (solo quelle nei confini dell’Umbria) alla presa in carico del paziente.
Presa in carico Particolare accento è stato posto sull’importanza della “presa in carico”. «Sul totale dei pazienti in lista di attesa – ha sottolineato Marini – il 90% sono quelli per visite di controllo post intervento o per medicazioni. Questo perché finora è mancata una gestione efficiente delle agende. Ora tutto verrà integrato, anche dal punto di vista informatico, quindi ogni paziente operato, ad esempio, nel foglio di dimissione troverà già la data e l’ora delle visite successive, che verranno effettuate dalla stessa equipe medica, aumentando così anche la qualità del servizio. Questo, insieme al pagamento delle prestazioni già possibile online tramite le Poste (possibile anche per visite intramoenia prenotate attraverso il Cup), anticipa l’informatizzazione che nel 2015 permetterà di prenotare le visite direttamente dal medico di famiglia».
Overbooking e recalling Altro strumento messo in campo è l’overbooking nelle prenotazioni. Cioè, per ogni sessione di visite verranno accettate il 15% di prenotazioni in più, in modo che, se qualcuno non si presenta, ci sarà comunque l’attività piena del personale. E se, in contrario, tutti si presentano, le prestazioni verranno garantite a tutti e il personale verrà pagato di più. Entro l’anno verrà attivato anche il sistema di recalling (che già funziona all’Usl di Terni) ovvero, uno o due giorni prima della visita il paziente verrà chiamato per confermare se si presenterà all’esame o meno.
La tempistica del Piano La presidente Marini detta i tempi: «Entro il 10 settembre i direttori ci presentano ciascuno il proprio piano aziendale, che entro il mese deve andare a regime: i direttori generali ne risponderanno personalmente. Poi abbiamo posto una serie di step, ma comunque ci attendiamo risultati immediati. Ma diciamo che, tra l’autunno e le fine dell’anno, tutto dovrebbe andare a posto. Quello dell’Umbria è un progetto sperimentale su scala regionale, le risorse ci sono, da oggi anche le norme, sta solo alle aziende applicarle». E chi ha prenotato una mammografia per l’anno prossimo verrà richiamato e la sua visita anticipata? «Certamente il piano accorcerà i tempi per chi oggi è in lista d’attesa».
