di Iv. Por.
«Ringrazio Dio di avermi dato il cancro perché ho visto la vita in modo diverso, più interiore, non ho più dato per scontato di avere la salute». Un messaggio disarmante nella sua crudezza. E’ quello di Leonardo Cenci. Tutti noi lo conosciamo bene, ma ora lo ha potuto ascoltare l’Italia intera o comunque le tante persone collegate di pomeriggio su Rai Uno. Dopo la grande impresa di portare a termine la Mezza maratona di Foligno, domenica scorsa, la storia di Leo è approdata, infatti, alla trasmissione La vita in diretta.
La sentenza terribile Leo ha raccontato a Marco Liorni e al pubblico come nel luglio 2012 gli siano stati dati solo 4 mesi di vita per un cancro incurabile e inoperabile. «Ero un atleta, avevo fatto sette maratone e stavo preparando la maratona di New York ma sentivo un calo fisico, da lì il primo check up e, con una lastra al torace, ho visto che ero tutto contaminato con dei linfonodi. Poi il 9 agosto dalla biopsia ai polmoni è giunta la sentenza definitiva. Dovevo vivere pochi mesi ma quest’anno ho acceso la mia terza candelina. Io ho sempre avuto la determinazione di potercela fare. Ho avuto il coraggio di avere paura perché dai primi attimi di sconforto ho fatto scattare la molla per risalire».
Ogni attimo è prezioso Dal cancro Leonardo ha detto che la sua vita è «cambiata in meglio». «Ringrazio Dio di avermi dato il cancro – ha affermato – perché ho visto la vita in modo divers. Anche perché o ti fai prendere dalla rabbia e dallo sconforto oppure accogli la malattia e accetti di portare il macigno che hai sulle spalle. Allora ho cominciato a vivere una vita di emozioni, prima mi perdevo la quotidianità e la bellezza della vita. Invece, con la clessidra che scandisce giorno per giorno, ho deciso di vivere quello che mi resta al meglio, confortando le persone. Per me ogni minuto è un qualcosa di preziosissimo».
Andrò a New York Nelle foto è proverbiale la sua linguaccia e il suo sorriso. «Sono un inno alla vita», ha spiegato. Leo era accompagnato, oltre che da Serena e Luana dell’associazione Avanti tutta onlus («Offriamo dignità ai malati oncologici, stiamo arredando il reparto dell’ospedale di Perugia »), dai genitori. «Un giorno mentre ero in ospedale ho sentito mio padre pregare Dio di dare a lui la mia malattia. Lui pensava che dormissi, ma l’ho sentito e da lì ho deciso che non voglio arrendermi, non voglio regalare ai miei il dispiacere di vedere morire il proprio figlio, è contro natura, questo è il mio obiettivo». Ma Leo ha anche un altro obiettivo ambizioso: spegnere la quarta candelina nell’agosto prossimo e poi «voglio andare a fare la maratona di New York nel novembre 2016. Ne ho parlato col presidente del Coni Malagò ed è stato entusiasta, so che ce la farò».
