di M.Troc.
Sono stati bocciati da Legambiente i due laghi umbri del Trasimeno e di Piediluco. ‘Goletta dei laghi’ ha attribuito il cartellino rosso per l’anno 2014 a entrambi i bacini d’acqua dolce del cuore verde d’Italia.
Il dossier Dal report che è stato pubblicato emerge, a livello nazionale, che è «complessivamente negativo l’esito del monitoraggio scientifico – è stato pubblicato da Legambiente – svolto dai tecnici del laboratorio mobile in 12 laghi: Iseo, Lario, Varese, Ceresio Maggiore e Garda in Lombardia, la sponda del Maggiore in Piemonte e quella del Garda in Veneto, Bolsena, Bracciano, Albano e Vico nel Lazio e Trasimeno e Piediluco in Umbria. Su 101 punti campionati complessivamente – scrive ancora Legambiente – ben 62 hanno mostrato una concentrazione di batteri fecali superiori alla norma, 39 in misura tale da risultare fortemente inquinati». E tra questi c’è anche il Trasimeno
L’Umbria I punti campionati al Trasimeno risultano essere 5, di cui 3 considerati «critici 2 inquinati e 1 fortemente inquinato». Per quanto riguarda il lago di Piedilugo invece risultano 2 i punti campionati, di cui 1 considerato «critico e 1 inquinato». Per inquinato – spiega Legambiente – si intende: «Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml». Mentre per fortemente inquinato si intende: «Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml». «Come da normativa – spiega Goletta dei Laghi – il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione. Insomma «vengono considerati come ‘inquinati’ i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e ‘fortemente inquinati’ quelli che superano di più del doppio tali valori. In via generale «imputati principali delle situazioni di inquinamento si confermano le foci dei corsi d’acqua che raccolgono reflui nell’entroterra, oltre agli scarichi diretti a lago, in un quadro generale afflitto troppo spesso dall’inadeguatezza dei sistemi fognari e depurativi», spiega ancora Legambiente.
Interventi Per far fronte alla situazione Legambiente sostiene che «urgono investimenti in infrastrutture fognarie e depurative. Interventi mirati alla tutela delle acque e degli ecosistemi lacustri sono urgenti per rispettare la scadenza europea per il raggiungimento del buono stato ecologico dei laghi previsto dalla direttiva 2000/60 per il 2015. Un traguardo raggiunto da meno della metà» di quelli italiani.
