La firma di Claudio Ricci, candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra, per la trasformazione dell’Ast in Public company fa ancora discutere. Lega Nord e Progetto Terni criticano il Partito democratico che nei giorni scorsi aveva criticato Ricci, mentre il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Andrea Cavicchioli, presenta un atto di indirizzo per chiarire il futuro di Ast dopo le ultime notizie relative alla vendita di Vdm.
La Lega all’attacco «L’operato della sinistra umbra su Ast è illogico, contradditorio e vergognoso – scrive Emanuele Fiorini in una nota – Prima di innescare certe polemiche il centrosinistra dovrebbe pensare a quando definì ‘positivi’ gli accordi firmati per Ast il 3 dicembre 2014: un piano industriale da noi in più occasioni definito ‘allucinante’ poiché anziché prevedere il potenziamento del polo siderurgico, in realtà, ne progettava il lento disfacimento. Ancora oggi lo stesso Pd, non ha mosso un dito, non ha speso una sola parola per pretendere che l’Ad di Ast, Lucia Morselli, onorasse gli impegni presi. Impegni che sono rimasti solo sulla carta: le tonnellate di acciaio prodotto in questi primi mesi dell’anno risultano molto al di sotto di quanto previsto nel patto. Inoltre è notizia di questi giorni che la Thyssen Krupp sarebbe intenzionata, dopo la Vdm, a cedere anche l’Ast di Terni. E il Pd cosa fa? Quello che ha fatto da qualche anno a questa parte, cioè niente».
Progetto Terni «Riteniamo opportuno plaudire alla decisione di Ricci – scrive il presidente di Progetto Terni Giovanni Ceccotti – di sottoscrivere simbolicamente una azione della costituenda Public Company ad azionariato diffuso. Tale gesto è avvenuto proprio nel momento in cui da un lato i sindacati e le Rsu manifestano sempre più apertamente le loro giuste preoccupazioni per l’acciaieria e dall’altro gli azionisti della Tk annunciano ufficialmente la loro volontà di cedere al più presto l’Ast, così come è avvenuto nei giorni scorsi per il titanio di Vdm. Per tale motivo riteniamo inopportuna ogni strumentalizzazione ed ogni attacco da parte del PD ternano, visto e considerato quello che non ha fatto a tutela dei lavoratori ternani ed umbri. L’ultimo inutile comunicato, una sorta di evidente ‘excusatio non petita accusatio manifesta’, rappresenta infatti un atto di autoaccusa relativa al nulla cosmico da loro proposto in questi anni di difficoltà sia dell’acciaio che delle attività commerciali e produttive, visti i tassi di disoccupazione soprattutto giovanile».
L’atto in consiglio Nella seduta del consiglio comunale di lunedì – spiega Cavicchioli – ho presentato, anche a nome degli altri capigruppo della maggioranza, un atto di indirizzo relativo alle vicende Ast con particolare riferimento agli scenari aperti dalla vendita di Vdm per il comparto del titanio, tenendo conto delle carenti politiche aziendali che hanno caratterizzato il settore con l’individuazione della stessa Vdm come punto di riferimento determinante e della necessità di puntare su questa produzione, oltre che per l’impatto occupazionale, anche per le significative prospettive di sviluppo e di verticalizzazione. Segnaliamo la necessità di verificare il rispetto degli obiettivi sanciti dall’accordo di dicembre per i livelli produttivi e l’equilibrio tra area a caldo e area a freddo. Si è segnalata inoltre la necessità di definizione delle problematiche pendenti per il sistema degli appalti e dell’indotto, nonché quelli generali sulla sicurezza».
