Lavoro minorile (foto generata con AI)

In Umbria nel 2024 si è registrato il terzo tasso più alto di infortuni per lavoratori di età compresa tra 15 e 17 anni. Si legge nel quarto rapporto statistico Unicef pubblicato nella giornata mondiale contro il lavoro minorile, che ricorre oggi 12 giugno: in Umbria il fenomeno appare contenuto, seppur in crescita. Resta inteso che in Italia a 15 anni si può lavorare soltanto con la formula dell’apprendistato per il conseguimento di una qualifica o di un diploma professionale, oltre ai percorsi di alternanza scuola lavoro, mentre occorrono 16 anni per entrare nel mondo del lavoro.

In questo quadro, il report segnala che in Umbria nel 2025 i minorenni tra 15 e 17 anni che hanno lavorato sono stati più di mille per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni Unicef, ossia dal 2020. Precisamente si tratta di 1.043 adolescenti, in crescita del 6 per cento sul 2024, con la variazione che rappresenta, seppur a fronte di valori assoluti contenuti, il terzo incremento più significativo tra le regioni italiane, dietro a Valle d’Aosta (+12,8) e Lombardia (+7,2).

Sempre nel 2025, poi, il rapporto segnala in Umbria un’occupazione tra 15 e 17 anni del 4,2 per cento sul totale della popolazione di quella fascia anagrafica residente nella regione, che si attesta a 24.520 giovanissimi. In questo senso, l’Umbria è 12esima nella classifica regionale per occupazione di adolescenti tra 15 e 17 anni; a guidarla Trentino Alto Adige (22,5); Valle d’Aosta (12,8); e Abruzzo (8,2).

Merita sicuramente attenzione, invece, il bilancio degli infortuni sul lavoro in cui restano coinvolti giovanissimi tra 15 e 17 anni. I dati regionali in questo caso sono riferiti al 2024, quando in Umbria di occupati ne risultavano 984, i quali hanno presentato 300 denunce all’Inail. In questo quadro, l’incidenza degli infortuni sul lavoro dei minori in Umbria si attesta al 30,5 per cento, risultando la terza più alta di Italia dietro a Piemonte (49,5) e Lombardia (44) e ben oltre il tasso nazionale (22,8).

Tuttavia, la stessa analisi Unicef invita alla cautela, ritenendo «opportuno precisare che le evidenze non identificano necessariamente le aree coi contesti a maggiore rischio per la popolazione dei giovani lavoratori», perché «l’elevata frequenza di denunce potrebbe essere attribuita a una maggiore accuratezza sia nel monitoraggio dei minorenni effettivamente occupati sia nella registrazione puntuale degli eventi infortunistici occorsi, nonché a una cultura della prevenzione più radicata rispetto ad altri contesti territoriali».

Sempre in materia di sicurezza, comunque, va segnalato che l’Umbria resta sul podio anche allargando la rilevazione ai lavoratori under 19 occupati in regione nel quinquennio 2020-2024, quando a fronte di una media annuale di 4.026 lavoratori l’Inail ha contato una media sempre annuale di 1.153 denunce, con un’incidenza del 28,6 per cento. In questo caso, il tasso rilevato sempre dal rapporto Unicef fa salire l’Umbria in seconda posizione per incidenza di infortuni occorsi a lavoratori under 19, dietro al Piemonte col 30,2.

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