Seguici su

di Ivano Porfiri

Un mercato del lavoro che consolida i segnali di vitalità. Secondo i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, che confermano il trend già segnalato a maggio, sono in netta crescita i contratti stabili e anche il saldo complessivo delle assunzioni supera di circa 6.500 unità le cessazioni nei primi sei mesi dell’anno.

Boom dei contratti stabili Dai 6.619 del 2014 agli 11.056 di quest’anno. Aumentano di ben il 67% i contratti a tempo indeterminato in Umbria nel periodo che va da gennaio a giugno. Un balzo secondo solo al +82% del Friuli Venezia Giulia e oltre doppio della media nazionale, che ha fatto segnare un +36%.

Assunzioni in crescita In totale, nel primo semestre dell’anno sono state 33.678 le assunzioni in Umbria, in crescita dell’8% rispetto alle 31.196 dello scorso anno e alle 30.304 del 2013. Già detto dei contratti stabili, hanno invece fatto registrare un calo sia le assunzioni a tempo determinato: da 21.998 del 2014 a 20.556 di quest’anno, che gli apprendistato passati da 2.579 a 2.066.

Calano le cessazioni Nel frattempo, calano le cessazioni di rapporti di lavoro del 3,1% in totale e dell’1,7% quelle a tempo indeterminato. Guardando ai numeri, hanno perso il lavoro in Umbria da gennaio a giugno 26.106 rispetto ai 27.877 del 2013 e ai 26.949 dello scorso anno. Le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato sono state 9.702 rispetto alle 9.867 del 2014. Calano anche le cessazioni di contratti a termine (da 15.551 del 2014 a 14.960 di quest’anno) e quelle degli apprendistato (da 1.531 a 1.444).

Paparelli: «Risveglio» Secondo il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli «in Umbria il mercato del lavoro, pur in un contesto difficile, mostra importanti segnali di risveglio: nel primo semestre 2015, secondo i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, la regione è al secondo posto a livello nazionale per l’incremento delle assunzioni a tempo indeterminato, con un incremento del 93% fra i giovani con meno di 30 anni, e ad oggi sono oltre mille i giovani iscritti al programma Garanzia Giovani che hanno trovato un’occupazione».