Lectio magistralis di Oliviero Toscani (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

«L’accademia non può essere né un peso né un lusso, l’accademia è una risorsa con i suoi 442 anni di storia». Non fa piagnistei Paolo Belardi, direttore dell’Accademia di belle arti Pietro Vannucci di Perugia. Non ne fa, anche se la Sala dei Notari zeppa di accademici, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti poteva essere il posto giusto dove levare alta la voce in tempi di tagli durissimi ai finanziamenti. L’unica stoccata è nel sopracitato passaggio di una relazione, invece tutta improntata all’ottimismo e ai miglioramenti che da qualche anno a questa parte stanno riportando l’accademia nel gotha nazionale. Puntando anche sui nuovi mercati: più di un terzo di iscritti sono stranieri, molti dei quali cinesi.

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OLIVIERO TOSCANI: VIDEOINTERVISTA

Tagli drastici, purtroppo E dire che poco prima di Belardi, a prendere la parola era stata Erika Borghesi in rappresentanza della Provincia di Perugia, uno dei soci fondatori, che ha appena deciso di portare il suo contributo da 350 mila ad appena 10 mila euro l’anno. Il termine più ricorrente nel suo intervento: «purtroppo». «Purtroppo – ha detto – la legge Delrio da alcuni mesi ci sta costringendo a radicali cambiamenti, che stiamo affrontando non senza fibrillazioni. Purtroppo la Provincia di Perugia deve subire notevoli difficoltà di bilancio». Per la Regione, viste le assenze giustificate della presidente Catiuscia Marini (a Roma per l’elezione del Presidente della Repubblica) e dell’assessore Bracco (a letto con l’influenza), la responsabile del sistema museale Antonella Pinna ha ribadito la «vicinanza all’accademia: siamo tutti coinvolti nel suo futuro». E prima ancora il sindaco Andrea Romizi non aveva mancato di rimarcare l’importanza dell’accademia per Perugia: «La città è legatissima alle sue istituzioni culturali e di alta formazione, tra le quali deve esserci unità per il bene comune. Il Comune è presente e ci sarà per ogni necessità».

Perugia esiste solo con le università Profondo il messaggio del cardinale Bassetti: «Che sarebbe Perugia senza università, senza accademia? Nelle sue scuole di alta formazione passa il mondo, lo testimoniano i tanti studenti cinesi. E’ vero che siamo in un momento di crisi, ma per superarla dobbiamo favorire quanto di buono abbiamo altrimenti la crisi diventerà irreversibile. E, per la crisi, non si può rinunciare alla bellezza».

Boom di stranieri Belardi ha snocciolato i numeri della rinascita dell’accademia, che sta cercando di lanciarsi verso il futuro nonostante le difficoltà e dopo anni di profonda incertezza. «Oggi abbiamo 318 iscritti con design e pittura che vanno alla grande e con scultura e scenografia in ripresa. Non ci basta: con il presidente Rampini ci siamo dati come obiettivo il ritorno a 500 studenti. Le matricole sono 125, aumentate del 50% in un anno e, dei 318 iscritti, ben 122 sono stranieri, un segno della vocazione internazionale dell’accademia. Così come gli Erasmus, quest’anno 25, di cui solo 7 in uscita, dato da far crescere. I professori  sono 52, mentre abbiamo un patrimonio di 268 accademici per merito: vorrei coinvolgerli di più organizzando almeno una lezione al mese da parte di uno di loro per gli studenti».

Le iniziative Tante le idee in cantiere, a partire di una giornata dedicata a Burri (sua una delle 210 opere del museo interno) a maggio per il centenario. Ma anche le 3 “Temporary accademy” realizzate in tre locali forniti dal Comune (due in via dei Priori e una al terminal del minimetrò a Pian di Massiano, quest’ultima dedicata a un laboratorio con stampanti 3D). Nel 2016, infine, l’intenzione di attivare 4 master tra cui quelli per Fashion stylist e Vision merchandising.

Timi e Toscani Chiusura della cerimonia con due vip: al peruginissimo Filippo Timi è andato il diploma da accademico, condito dalla lettura di un documento storico sulle note di “The end” dei Doors («ragazzi godetevi l’accademia perché quando sarete fuori sarà la fine – ha scherzato -. Con la crisi c’è la possibilità che il talento esca fuori ma dovete farvi un culo così»). Infine la lectio magistralis del fotografo Oliviero Toscani, vulcanico come sempre e irriverente: «Ragazzi non diventate schiavi della tecnologia, la tecnologia è il passato, vi dice qualcosa che altri hanno fatto per voi. Il futuro è solo nell’immaginazione».

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