Dal progetto di musicoterapia nasce un libro

di Ilaria Maiolino

L’essere umano è fatto di suono. Egli stesso è suono e strumento. La comunicazione di una madre con il suo bambino che abita nel suo ventre, per 9 mesi avviene attraverso i suoni. La musica ed il suono sono dunque gli elementi primordiali della nostra essenza, un canale che consente di arrivare a toccare le corde della profondità spirituale di ognuno di noi. Quando la capacità di ascoltare, interagire e curare attraverso la musica diventa oggetto di studi e ricerche, si entra nel campo della musicoterapia. La musicoterapia come terapia di supporto nella cura dei tumori infantili: la singolare esperienza del reparto di enco-ematologia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia diventa un libro.

La musicoterapia in ambito medico Questa disciplina viene applicata in diversi contesti terapeutici e tra questi, assume un particolare ruolo sociale quello nell’onco-ematologia pediatrica. La città di Perugia, grazie al sostegno del Comitato per la vita Daniele Chianelli – Associazione per la Ricerca e la Cura delle Leucemie, Linfomi e Tumori di Adulti e Bambini –  può vantarsi di avere un centro di eccellenza per la cura dei tumori infantili: il reparto di onco-ematologia pediatrica dell’Ospedale S.Maria della Misericordia. Dal settembre del 2007, la musicoterapia è stata accettata come terapia di supporto all’interno di questo reparto, grazie alla sensibilità del professor Franco Aversa. Da un anno, a continuare il lavoro del suo predecessore è subentrato il prof. Maurizio Caniglia, che ha sostenuto fortemente l’importanza del gruppo multidisciplinare, formato da musicoterapisti, arteterapisti, insegnanti, volontari, fisioterapisti, assistenti sociali che con il loro impegno quotidiano svolgono un valido sostegno anche per la stessa equipe medica.

Un progetto e un libro Nel corso degli anni, voluta e sostenuta dal Comitato Chianelli, dai medici, dai familiari e dagli stessi piccoli ammalati, la musicoterapia nel reparto di onco-ematologia pediatrica dell’ospedale di Perugia, si è organizzata in un progetto dal nome “…non solo note” (www.nonsolonote.it). Da questo progetto, grazie anche al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è nato un libro, “Musicoterapia in onco-ematologia pediatrica, metodologia di lavoro e valutazione dei risultati”, scritto da Lorenzo Capolsini e Mariolina Rossi, con la collaborazione di Maria Letizia Massetti, Enzo Longo, Francesca Nobili e Sara Sassi. Il testo, unico riferimento letterario fino ad oggi sul lavoro dei musicoterapeuti  in un reparto di onco-ematologia pediatrica, è stato scritto con il duplice obiettivo di proporre da un lato un metodo di lavoro con suggerimenti pratici, frutto di esperienza sul campo, dall’altro aiutare il musicoterapeuta sul piano dell’emotività: non è infatti facile gestire la stabilità emotiva quando si lavora accanto al dolore, all’incertezza della vita, alla sofferenza non solo fisica ma spirituale. L’impianto teorico si arricchisce poi di narrazioni: sono le storie vere dei bambini, quelle che si leggono arrivando alla fine con gli occhi lucidi, ma anche con una grande desiderio di speranza futura.

Un riconoscimento professionale in corso Oggi la musicoterapia, nonostante operi in contesti così delicati, è una professione intellettuale non ancora riconosciuta come tale. Ferdinando Suvini, presidente di AIM, l’unica associazione di musicoterapeuti presente su scala nazionale, in un’intervista ci spiega qual è la situazione di fatto.“Oggi la musicoterapia non è ancora riconosciuta come professione intellettuale, come in altri stati europei, ma molto si sta facendo in questa direzione: il disegno di legge sulle professioni è attualmente in discussione alla Camera, per la definitiva approvazione. E’ inoltre in corso da parte di AIM  la procedura per il riconoscimento della sua certificazione ISO, che dovrebbe concludersi entro sei mesi: la nostra associazione garantisce già ai musicoterapeuti una preparazione secondo prassi rigide e metodi rigorosi quali corsi di formazione con criteri minimi di 700 ore, nelle aree musicale-musicoterapica-psicologica-medica, e almeno 250 ore di tirocinio, aggiornamento professionale ogni tre anni e servizi fiscali, legali e assicurativi rivolti ai suoi soci”.