Teresa, la ragazza che chiede aiuto (Foto da Facebook)

di Ivano Porfiri

La storia Teresa la affida a ‘Il Pellegrino di Padre Pio’, portale e rivista di San Giovanni Rotondo collegate alla devozione al santo. Sulla pagina Facebook c’è tanto di foto della ragazza perugina di 21 anni con in braccio il figlio. La giovane, che vive a Mugnano, il 3 novembre racconta – nella lettera che riportiamo qui sotto – di essere povera e incinta affermando di considerare l’idea di interrompere la gravidanza se non troverà aiuto.

La lettera Mi chiamo Teresa, ho 21 anni, vivo a Mugnano (Perugia) e sono mamma del piccolo Gabriele di 2 anni. Vi chiedo umilmente aiuto perchè sono disperata, sia io che mio marito non abbiamo lavoro, viviamo in un monolocale di 40mq e da luglio abbiamo uno sfratto che sarà esecutivo entro Natale. Ho chiesto aiuto al Sindaco, al parroco, ma nessuno mi ha risposto e nessuno ci vuole aiutare, per noi italiani non c’è speranza. Non ce la facciamo più, non abbiamo neanche i pannolini per il piccolo Gabriele, e oggi ho scoperto di essere in attesa di un secondo figlio. Sono disperata, non voglio vedere i miei figli morire di fame e di freddo…sto pensando di non portare avanti la gravidanza se mio figlio dovrà vivere in questo mondo pieno di persone insensibili e avide, dove quando vai a chiedere un aiuto ti rispondono tutti che faranno qualcosa ma poi non fanno nulla! Credo nel Signore e nella Provvidenza, anche se i parroci e i politici di questa città non ci hanno mai dato nulla, anzi.

Vi chiedo di aiutarmi, non vogliamo la carità, ma avere un qualsiasi lavoro per mio marito che ci permetta di sfamare i nostri figli e pagare l’affitto. Perchè noi siamo poveri ma vogliamo vivere onestamente! nulla di più. Teresa.

Appello e raffica di offerte La rivista ‘Il Pellegrino di Padre Pio’ lancia quindi un appello per il sostegno economico a Teresa e la sua famiglia chiedendo di inviare vestiti, latte e pannolini. A tale scopo pubblica i dati dove versare un contributo e anche il cellulare della ragazza sulla propria pagina Facebook. La storia ha raccolto in due giorni circa 6 mila like e oltre mille condivisioni. Tanti invitano Teresa a non mollare e non abortire. Qualcuno si affida a Padre Pio perché li aiuti, qualcun altro le offre cibo e promette sostegno («Io ho tanti vestitini sia per Gabry che per il nascituro e se vuoi dei giocattoli»). Qualcuno si spinge oltre, come Antonio: «Cara Teresa ti offro vitto e alloggio in Germania per te e tuo figlio».

Parla Teresa Umbria24 ha contattato telefonicamente Teresa per verificare che la storia sia veritiera: «E’ tutto vero, purtroppo – spiega -. Io e mio marito siamo senza lavoro: lui è straniero e ha fatto sempre lavori saltuari, io ho appena scoperto di essere di nuovo incinta. Sto seriamente riflettendo se tenere il bimbo o meno». La ragazza 21enne dice di non aver ricevuto ancora formalmente lo sfratto: «Il contratto è scaduto a giugno, il padrone di casa mi ha detto che devo lasciare casa e mi ha anche offerto 500 euro ma non so dove andare: il nostro problema è la casa». Teresa racconta di aver cercato di contattare il sindaco: «La segretaria del nuovo sindaco mi ha detto che ci sono 400 persone in fila, poi mi hanno fatto ricontattare dall’assistente sociale. Mi possono dare un buono di 25 euro ogni tre mesi per la spesa, pannolini e latte solo con figlio con meno di un anno. La casa popolare dicono che non ci spetta perché abbiamo la residenza qui solo da 11 mesi, prima eravamo a Città della Pieve». Stessa inconcludenza con la Chiesa. «Il parroco mi ha fatto andare in via Cortonese (al Villaggio della divina provvidenza,ndr) ma mi hanno detto che non hanno case da darmi, stessa cosa quando mi sono rivolta in Vescovado». Qualche aiuto è arrivato solo dopo l’appello: «Una signora di Avellino mi ha fatto arrivare la spesa a casa, altri mi hanno dato un po’ di soldi. Noi vorremmo solo un alloggio o un lavoro, mio marito ha 25 anni. è forte e si adatta a fare di tutto. Ho una sola paura: che mi portino via i figli».

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2 replies on “«Incinta con uno sfratto, ignorata da sindaco e parroco: se non mi aiutate abortisco»”

  1. però gli stranieri ricevono sodi a giorno a testa per familiari, ma noi non abbiamo diritti siamo italiani

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