di Iv. Por.
«Un decreto approvato “nottetempo” che ancora una volta chiama i Comuni a compensare con nuove tasse, stavolta a carico di imprese e terreni agricoli, una nuova e brutale sforbiciata ai trasferimenti erariali». Sono tanti i comuni umbri in subbuglio contro l’estensione dell’Imu ai terreni agricoli per quei comuni finora considerati montani e declassificati da un decreto ministeriale che, a un mese dalla fine dell’anno, chiede il pagamento entro il 16 dicembre. E da tutta Italia arrivano chiamate di sindaci che hanno preso sul serio la provocazione del primo cittadino di Pietralunga Mirko Ceci a Umbria24 e vogliono spostare la sede della casa comunale.
85 su 92 Sono tanti e il perché lo spiega Confagricoltura: «In base al nuovo provvedimento 85 comuni umbri su 92 sarebbero assoggettabili a Imu e l’esenzione risulterebbe valida solo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che operano nei comuni fra i 281 e i 600 metri sul livello del mare. I comuni – aggiungono da Confagricoltura Umbria – verranno distinti in tre fasce, misurando la loro altitudine in base all’ubicazione della sede municipale e non attraverso una media generale riferita a tutto il territorio comunale tenendo anche conto della presenza di zone montane e svantaggiate. Senza considerare che mancano appena 13 giorni alla scadenza, non c’è ancora il decreto ufficiale e si è appreso dal sito del Ministero che comunque il pagamento dovrà avvenire inderogabilmente entro il giorno 16 dicembre. Riteniamo che si tratti di un atto di inaudita gravità da parte del governo e dei ministri competenti, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno e delle Politiche agricole, in violazione dei più elementari diritti riconosciuti a ogni contribuente dal nostro ordinamento, di certezza del tributo, sostenibilità dell’imposta, temporalità del pagamento».
Ricorso e assemblea A scendere in campo dunque è l’Anci regionale, che annuncia che si stanno definendo le caratteristiche del ricorso contro il decreto da presentare nel più breve tempo possibile e che «la mobilitazione dei comuni dell’Umbria è cominciata e continuerà con l’appuntamento fissato il 6 dicembre presso la Sala del Consiglio provinciale di Perugia in occasione dell’Assemblea straordinaria di Anci Umbria aperta a tutti i rappresentanti dei consigli comunale, a rappresentanti delle altre Anci regionale ed al mondo delle associazioni di categoria del settore agricolo».
Dura nota Anci «Ancora una volta – afferma l’associazione dei comuni umbri – uno Stato centrale che non ci mette la faccia e fa fare ai sindaci il ruolo di gabellieri ed esattori. Ancora una volta, sempre da parte dei ministeri interessati (stavolta Agricoltura ed Economia) una modalità confusa, pasticciata, improvvisata al punto da rischiare di rendere il tutto inapplicabile. Ancora una volta, un metodo che vuole dimostrare mirabolanti risparmi per i cittadini da una parte e contemporaneamente nuove ed originali tasse dall’altra. I tagli ai comuni arrivano infatti a bilanci approvati e già “assestati”. Un assestamento fissato come termine ultimo al 30 novembre e un decreto approvato il 28 novembre che istituisce una nuova tassa e, al tempo stesso, opera nuovi pesanti tagli. Già questo fatto, da solo, basterebbe a far comprendere quanta confusione si crea».
Scadenza 16 dicembre Chi dovrà pagare questa tassa dovrebbe farlo entro il 16 dicembre, in concomitanza peraltro con tutta una serie di altre scadenze (Imu, Tasi, Tari), costringendo tutti a precipitarsi da consulenti e patronati per capire, attraverso conti complicati, come e quanto pagare. Tutto ciò senza considerare gli improvvisi e pesanti impatti che questa nuova tassa avrà sullo stato di salute del mondo agricolo. I sindaci umbri si rivolgono innanzitutto ai parlamentari perché «si facciano portavoce di uno stato molto diffuso, di preoccupazione e arrabbiatura, anche nostre, che impongono di intraprendere qualsiasi azione, affinché tale decreto venga ritirato o almeno ne slitti, rivedendolo profondamente, l’entrata in vigore».
Verini: «Rivedere errore» All’appello risponde Walter Verini (Pd) chiede di «rimediare subito all’errore». «La decisione di rivedere la tassazione sui terreni agricoli delle zone montane per l’anno 2014 – dice – andrebbe a colpire duramente il sistema, già fragile, dei comuni premontani e appenninici andando a creare una disparità di trattamento tributario, tra l’altro, di dubbia costituzionalità. Insieme al collega Fiorio e ad altri, stiamo chiedendo al governo e al ministro Martina, di rimediare a questo errore che rischia di compromettere, anche in Umbria, i bilanci di molti comuni, (sui quali addirittura varrebbe a gravare già nel 2014) oltre a pregiudicare il futuro di tanti agricoltori che, al contrario, andrebbero sostenuti e incoraggiati nella loro opera fondamentale di presidio di territori, spesso scarsamente produttivi e abbandonati all’incuria. Ci auguriamo – conclude Verini – che questa mobilitazione possa portare in pochi giorni ad un risultato positivo».
Lignani interroga la giunta Intanto il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (FDI) ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta affinché faccia pressioni sul Governo per il ritiro o, in subordine, il rinvio al 2015 della tassazione dei terreni agricoli al di sotto dei 280 metri di altitudine, parlando di «ennesima forzatura al limite della legalità costituzionale del Governo Renzi».
Rivolta da Foligno a Gualdo I comuni che si ribellano sono tanti. Da Foligno il sindaco Mismetti afferma come «è un errore non considerare più Foligno un comune montano e costringere i cittadini a pagare l’Imu su tutti i terreni agricoli: lanciamo un appello al Governo perché riveda le nuove regole stabilite per il pagamento di questa imposta e siamo pronti ad aderire all’assemblea straordinaria, indetta da Anci Umbria il 6 dicembre prossimo, per attuare iniziative di mobilitazione contro questo provvedimento. Tale provvedimento colpisce in maniera ingiusta Foligno, che registra un’altitudine di 234 metri sul livello del mare – se si prende come riferimento il centro storico – ma in realtà ha un territorio prevalentemente collinare e montano». A Gualdo Tadino si parla di «effetti devastanti sui bilanci comunali». E il Comune di Gualdo si schiera al fianco della battaglia dell’Anci.
