di Maria Giulia Pensosi
Per salvare le edicole a Terni c’è bisogno di cambiamenti. Ed è per questo che si è mosso il Comune, con la giunta Bandecchi che ha dato il via libera alla preadozione delle “disposizioni finalizzate alla riconversione delle attività commerciali di punto vendita esclusivo della stampa quotidiana”. Le disposizioni stabiliscono un ampio ventaglio di nuove attività consentite, per esempio: commercio al dettaglio, somministrazione di bevande e alimenti, servizi e sportelli civici, spazi espositivi. Il passo del Comune avvia la fase di consultazione con le associazioni di categoria poi, eventualmente, ci sarà la proposta di adozione definitiva da parte del consiglio comunale.
Il piano salva-edicole per Terni Diverse le nuove destinazioni possibili delle edicole, secondo le disposizioni preadottate: vendita al dettaglio di prodotti ricompresi nei vari settori merceologici alimentare e non alimentare (con alcune esclusioni); somministrazione di alimenti e bevande; esercizio di attività professionali, artigianali o di servizio, info point, promozione turistica del territorio, creazione di sportelli civici per servizi digitali comunali o punti di ritiro/consegna per logistica urbana sostenibile, micro-spazi espositivi per eventi, promozioni locali o iniziative civiche e attività di mediazione culturale e interculturale. Nel documento sono contenuti anche i casi in cui non è consentita la modifica della destinazione delle aree occupate dalle edicole. Ci sono anche delle indicazioni per chi volesse puntare sulla somministrazione di alimenti e bevande: riguardano la presenza o la realizzazione di servizi igienici. Poi altre disposizioni, tra le quali: «Il cambio di destinazione d’uso ad attività diversa da quella di punto vendita esclusivo della stampa quotidiana e periodica comporta l’impossibilità di beneficiare o di continuare a beneficiare delle agevolazioni Taric ed eventualmente di quelle connesse alla Tosap». Qui la delibera della giunta con tutte le disposizioni preadottate.
Crisi delle edicole «Oramai da tempo – si legge nella delibera di giunta – il settore economico dell’editoria sta attraversando una profonda fase di crisi economica, soprattutto in conseguenza del consolidamento di forme di informazione alternative, rese disponibili on line, e ciò si ripercuote in modo sostanziale sulla relativa rete distributiva, al punto che anche in sede locale si assiste ad una progressiva chiusura di tali attività. Sono pertanto da incentivare – continua il documento – le politiche volte al sostegno di tale segmento distributivo, individuando scelte che possano contemperare il sistema distributivo della stampa quotidiana e periodica con le esigenze degli operatori, anche nell’ottica di una riconversione delle rispettive attività, in ultima analisi al fine di garantirne la redditività e quindi la permanenza». Per questo il Comune si è mosso, «in attesa che il legislatore nazionale e regionale riformuli ed aggiorni le disposizioni applicabili al settore dei punti vendita della stampa quotidiana e periodica», per consentire agli esercenti interessati di poter accedere a forme di riconversione delle attività e permetterne la modifica della destinazione verso attività diverse da quella abitualmente esercitata.
La preadozione del piano Le trasformazioni urbanistiche previste nell’atto richiedono, «ai fini della conformità urbanistica, la preventiva predisposizione di una variante al Piano Regolatore Generale vigente, che al momento non prevede una disciplina esaustiva per le edicole», spiega ancora la delibera. Ed ecco perché le disposizione sono state preadottate per avviare la fase di consultazione e giungere a una proposta di adozione definitiva da parte della massima assise cittadina.


