Sta scatenando il dibattito l’iniziativa choc dei gruppi di centrosinistra al Comune di Perugia che hanno chiesto al sindaco di bandire completamente dal territorio le slot machine.
La polemica La replica arriva da l’associazione ASsotrattenimento di Confindustria, associazione che rappresenta gli operatori del gioco lecito. «Ognuno – scrive in una nota – fa politica come meglio crede, e soprattutto amministra il territorio, se questa è la sua funzione, secondo la individuazione delle priorità dettata dalla propria capacità e la propria coscienza. Tuttavia, se la “priorità” del Territorio Umbro è lo “spegnimento” del gioco legale e controllato (da cui – anche – provengono i trasferimenti agli Enti locali che l’Amministrazione centrale ancora garantisce), la rappresentazione dei “numeri corretti di settore” diventa un dovere istituzionale».
Numeri contestati As.Tro. contesta che siano 25 mila i malati di ludopatia in Umbria. Per l’associazione «la stima è ovviamente errata, in quanto i “malati” assistiti globalmente in tutto il Paese dai singoli Sert sono 5 mila, con livelli di 170-200 persone per le Regioni più popolate quali Veneto e Lombardia. Il valore di “25.000” persone, inoltre, rapportato ad una popolazione maggiorenne regionale di mezzo milione di persone (gli “aventi diritto al voto per le elezioni alla Camera”), veicola l’”improponibile” e inverosimile stima che vorrebbe il 5% degli ultra-diciottenni umbri (centenari compresi) affetti da malattia-G.A.P». «Attraverso quali scientifiche rilevazioni – chiede As.Tro – si veicola alla cittadinanza uno stato di locale allerta epidemiologica, quando a livello nazionale si è allestito l’Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco proprio per censire il fenomeno e predisporne il sistema di prevenzione?».
Spesa pro capite L’associazione contesta anche il dato sulla spesa pro capite per le slot. «La spesa nazionale agli apparecchi slot a moneta metallica nel 2012, è stata pari a 6,885 miliardi di Euro, ovvero il 7,8% in meno del 2011 (dato allineato anche alle trimestrali di cassa del 2013); l’incidenza della Regione Umbria nel contesto nazionale delle slot, è pari all’1,5%, ciò facendo desumere una spesa annua “regionale” per le slot pari a 103,27 milioni di euro (che diviso per mezzo milioni di ultra-maggiorenni prospetta una spesa pro-capite di appena 206 euro all’anno)”. Sul gioco legale in generale “arriviamo a una “spesa pro-capite” di 350 euro all’anno (meno di un caffè al giorno)».
Le riflessioni Ai politici locali, As.Tro. prospetta due ordini di riflessioni: «il gioco lecito è in calo, e se le “vostre rilevazioni” fanno intuire il contrario, significa che sta crescendo “quel gioco illegale” che si svilupperà ulteriormente ad ogni contrazione dell’offerta pubblica, regolare e controllata; il gioco lecito è in calo, ma le allerte sanitarie sembrano aumentare, a testimonianza del fatto che il gioco illegale ha una capacità di “danno” più invasiva di quello “lecito” e che l’azione di ogni “governo di territorio”, dovrebbe esaltare l’azione di controllo e tutelare il comparto industriale autorizzato ad operare nel lecito. A ciò dovrebbe ispirarsi la ricerca del “bene” per le collettività; tutto il resto non tutela “alcuna salute”, ma consente solo un po’ di visibilità mediatica in un momento in cui gli argomenti di cui la politica intende “far partecipe” il popolo sono sempre meno».
Numero verde Game over Intanto, dall’altro lato, oltre al centro di ascolto dell’Adoc, anche Primo Consumo, in partnership con Codere italia spa, segnala il progetto “Game Over – La dipendenza dal gioco non è un gioco” con un Centro di ascolto psicologico nazionale al numero verde 800.185.453 con sostegno psicologico, informazioni e orientamento, attivo 5 giorni su 7, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.
