di Daniele Bovi e Francesca Marruco
Non un indagato per gestione illecita di rifiuti bensì l’uomo dei numeri, quello a cui sono stati affidati negli ultimi anni dossier delicati; l’uomo stimato e apprezzato in modo trasversale, da destra come da sinistra. L’assemblea dei soci di Gesenu, riunita venerdì pomeriggio con un’assemblea a sorpresa dopo ore di contatti estenuanti fra le parti in causa, alla fine ha scelto Dante De Paolis come nuova guida dell’azienda dopo le dimissioni di Silvio Gentile. Una scelta che segna una vittoria netta del Comune di Perugia, socio al 45 per cento di Gesenu e impegnato in questi giorni, con il sindaco schierato in prima linea, in un braccio di ferro con la compagine privata di maggioranza della società terremotata dalle inchieste della magistratura perugina e non, e dalle interdittive antimafia del prefetto Antonella De Miro. Secondo quanto emerge in queste ore, il nome di De Paolis sembrerebbe essere stato suggerito dalla Regione e poi discusso in una riunione a palazzo dei Priori tra la giunta (alcuni assessori convinti dal nome di De Paolis, altri per nulla), il presidente della società Luca Marconi e il membro del cda Alessandro Formica; proprio questi ultimi due sono stati tra i principali ‘sponsor’ dell’opzione De Paolis.
LE DIMISSIONI DI GENTILE
TUTTO SULL’INCHIESTA GESENU
Romizi e Marconi soddisfatti E alle 20.30, quando l’assemblea termina, il sindaco Andrea Romizi e il presidente Luca Marconi non nascondono la loro soddisfazione per un’operazione che, almeno sulla carta, poteva sembrare se quasi impossibile viste le iniziali proposte dei soci privati di maggioranza. Nessuna dichiarazione ufficiale dunque, ancora per una notte vogliono che siano i fatti a parlare per loro, dopo due giorni di contatti febbrili e nervi tesissimi. Con un po’ di riposo e lucidità poi arriveranno anche i commenti, quelli ufficiali. Intanto, la soddisfazione per aver piegato la volontà di Golia e per aver messo al timone della disastrata Gesenu un uomo con un importante curriculum, che potrebbe segnare il vero cambio di passo anche agli occhi del prefetto De Miro.
L’uomo dei numeri De Paolis prima di arrivare sulla tolda di comando di Gesenu ha svolto numerosi incarichi: l’ex sindaco di Perugia Wladimiro Boccali lo volle come dirigente del settore Servizi finanziari di palazzo dei Priori dopo la vicenda del ‘buco di bilancio’ per risanare, insieme all’ex assessore al Bilancio Livia Mercati, i conti comunali. Sempre Boccali, un anno dopo la sua elezione, lo scelse per gestire insieme ad altri (gli avvocati Daniele Spinelli e Luciano Ghirga) un altro dossier assai delicato come quello che si è aperto dopo il fallimento del Perugia calcio. A ulteriore testimonianza di come De Paolis, perugino classe 1968, sia persona apprezzata trasversalmente, nei giorni in cui il neo-sindaco di Perugia Andrea Romizi stava riflettendo sulla composizione della sua squadra, tra i nomi a cui affidare le chiavi del bilancio c’era proprio quello dell’ex dirigente comunale, a quel punto però impegnato come direttore generale dell’Università di Perugia, ruolo che ha deciso di abbandonare nel settembre scorso. Nel 2012 poi a De Paolis (in passato anche direttore generale dei Comuni di Corciano e Bastia Umbra) toccò un’altra patata bollente, quella della crisi di Umbria Mobilità, società nella quale è stato nominato tra i membri del consiglio di amministrazione. Non solo. De Paolis offrì anche una consulenza non retribuita al Comune di Spoleto, nell’ambito di un accordo col Comune di Perugia, quando nella città ducale esplose la grana del buco di bilancio. Insomma, l’uomo chiamato spesso a sbrogliare le matasse più intricate, proprio come Gesenu.
Il cda Per la parte privata insieme a De Paolis entrano in consiglio di amministrazione Andrea Astolfoni Fossi, avvocato romano indicato anni fa da Carlo Noto La Diega (titolare del 10 per cento di Gesenu) per altri incarichi in altre società, l’avvocato napoletano Francesco Saverio Ruberti e Claudio Varrone, altro avvocato con un lungo curriculum. Nato nel 1937 a Santa Croce del Sannio, professore universitario in vari atenei, tra le altre cose è stato nominato nel 2000 presidente di Sezione del Consiglio di Stato; nel corso della sua carriera è stato membro del cda di molti enti e società, dalla Bocconi alla Valtur, presidente del Poligrafico e zecca dello Stato, consulente di società come Poste, Cir e altre ancora. Per quanto riguarda la parte pubblica invece, presidente rimane Luca Marconi e consiglieri Alessandro Formica e Alessandra Fagotti.
