di Dan.Bo.
Entrerà in carica all’inizio di giugno il nuovo direttore della Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia. Dopo l’inserimento del museo, poco prima di Natale, tra i venti italiani dotati di autonomia speciale nell’ambito della riforma del settore varata da Dario Franceschini, il ministro giovedì ha illustrato i dettagli del bando internazionale con cui si sceglieranno i venti direttori. Questi dovranno essere persone «di comprovata qualificazione professionale nel settore del patrimonio culturale ed elevato nella gestione degli istituti della cultura in Italia o all’estero». L’avviso è scaricabile dal sito del ministero e per presentare le domande ci sarà tempo fino al 15 febbraio, mentre a scegliere i ‘magnifici 20’ sarà una commissione di cinque esperti «di chiara fama nel settore del patrimonio culturale».
La procedura Tutta la procedura, almeno nei programmi, dovrebbe concludersi entro il 15 maggio e a partire dal primo giugno a Perugia così come nelle altre città arriveranno i nuovi direttori. Nel caso di Perugia inoltre quest’ultimo, come scritto nel bando, sarà anche il direttore del Polo museale regionale, l’altro organismo di nuova istituzione voluto dalla riforma Franceschini. I direttori rimarranno in carica per quattro anni e, per quanto riguarda lo stipendio, le fasce sono due: per gli apicali di sette musei (la galleria Borghese di Roma, la galleria degli Uffizi di Firenze, la galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, la galleria dell’Accademia di Venezia, il museo di Capodimonte di Napoli, la pinacoteca di Brera di Milano e la reggia di Caserta) si tratta di un incarico dirigenziale di prima fascia per il quale è previsto uno stipendio di 145 mila euro lordi l’anno, più eventuali retribuzioni di risultato per un importo fino ad un massimo di 40 mila euro.
LA ‘NUOVA’ GALLERIA: COSA CAMBIA CON LA RIFORMA
Bando online Quanto agli altri 13 invece si parla di un incarico dirigenziale di seconda fascia che prevede una retribuzione di 78 mila euro lordi l’anno, più eventuali retribuzioni di risultato per un importo fino ad un massimo di 15 mila euro. «Il bando è già online – ha spiegato il ministro Dario Franceschini nella sede del stampa estera a Roma – e uscirà nel numero di domani dell’Economist. Nei prossimi giorni sarà anche pubblicato su altre testate italiane ed internazionali. Questi direttori avranno praticamente gli stessi poteri dei direttori dei musei stranieri ma il personale che gestiranno resterà, almeno per il momento, del ministero e quindi le regole saranno quelle della pubblica amministrazione. E non saranno manager del frigorifero o della Coca Cola a dirigere un qualsiasi museo dello Stato».
I compiti Ma quali saranno i compiti dei nuovi direttori? Stando a quanto si legge nel bando dovranno programmare, indirizzare, coordinare e monitorare tutte le attività di gestione, dalle mostre alla comunicazione. Del museo il nuovo responsabile dovrà farne «un luogo vitale, inclusivo, capace di promuovere lo sviluppo della cultura». Il direttore poi stabilirà orari e prezzo dei biglietti, assicurerà elevati standard qualitativi, curerà i rapporti con il territorio, penserà a nuove acquisizioni, autorizzerà prestiti e svolgerà attività di ricerca. Quanto ai requisiti, oltre a una laurea o titolo equivalente conseguito all’estero in materie attinenti la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale, si richiedono altri titoli di studio (dottorato, master, specializzazione) conseguiti in Italia o all’estero e pubblicazioni riguardanti le materie citate.
I requisiti Per quanto riguarda l’esperienza professionale, viene richiesta «una specifica esperienza documentata nell’ambito della tutela, della gestione e della valorizzazione del patrimonio culturale; una specifica esperienza documentata di direzione e/o gestione di musei, comprendente attività di conservazione e valorizzazione delle collezioni, pianificazione delle attività, gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali», più altri requisiti come «l’esperienza nell’ideazione e nell’implementazione di progetti di fund raising e di progetti di comunicazione».
Twitter @DanieleBovi


