Le grondaie nel tunnel

di F.T.

Dopo una silenziosa e pure lunga riflessione, la Provincia di Terni entra a ‘gamba tesa’ nella vicenda della galleria del Tescino e sposa, di fatto, la tesi operativa formulata dall’Arpa. Attraverso un’apposita ordinanza il presidente Feliciano Polli ha imposto – tanto all’Anas quanto all’Ast – di realizzare e gestire un sistema di raccolta e pretrattamento delle acque contaminate che continuano a filtrare dalla volta del tunnel.

La decisione Il passo è stato compiuto alla luce dei risultati emersi nelle conferenze dei servizi svolte a Roma, al ministero per l’ambiente, e presso la provincia di Terni. L’ordinanza viene definita «contingibile e urgente a tutela dell’ambiente e della salute per risolvere le problematiche verificatesi all’interno della galleria Tescino».

Prescrizioni In sostanza, Anas e Ast dovranno realizzare e gestire, entro 60 giorni, «un sistema stabile di raccolta e pompaggio delle acque affioranti all’interno della galleria». Acque che dovranno essere convogliate «in un apposito impianto di pretrattamento da realizzarsi, così da garantire l’abbattimento del cromo esavalente che rappresenta il più importante inquinante ad oggi rilevato». Ma non finisce qui: «Le acque pretrattate saranno quindi avviate ad un impianto esistente, il ‘Dorr Oliver’ di proprietà di Ast, già in possesso di Autorizzazione integrata ambientale (Aia), nel quale avverrà l’abbattimento di tutti gli altri inquinanti».

In pratica si tratta della soluzione già sostenuta dall’Arpa, dai tecnici e dal responsabile del dipartimento di Terni Adriano Rossi, in occasione degli incontri tecnici dei giorni scorsi. Una soluzione che non aveva trovato particolari consensi fra i rappresentanti di Ast, convinti di poter risolvere il problema con il trasferimento diretto delle acque all’interno del Dorr Oliver e senza pretrattamenti di sorta. L’impianto dell’acciaieria, in effetti, è idoneo a trattare il percolato – e a maggior ragione le acque contaminate – ma la linea di tutela e garanzia seguita da Arpa, a ben vedere, ha avuto la meglio e ora anche l’Anas è chiamata a fare la propria parte.

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