di Antioco Fois
Attingendo dal gergo ferroviario si potrebbe dire che il progetto viaggia con circa sette mesi di ritardo. Ma, a parte la tabella di marcia modificata, Ferrovie dello Stato conferma che il piano sicurezza per la stazione Fontivegge andrà avanti. Entro fine anno, al massimo a inizio 2015, assicurano da Fs, su uno dei punti più sensibili di Perugia si schiuderà l’occhio elettronico di 80 telecamere.
I tempi Sul ritardo del progetto, annunciato lo scorso settembre, con la prospettiva del traguardo di fine lavori a marzo prossimo, quindi a giorni, si è concentrata l’attenzione di Forza Italia comunale. Il consigliere Carlo Castori ha scritto al sindaco Boccali e al deputato forzista Pietro Laffranco sollecitando un contatto con i vertici di Fs per avere notizie sullo stato del progetto. La risposta arriva direttamente dall’azienda, contattata al telefono da Umbria24, che spiega come il ritardo sul cronoprogramma è da attribuire ai tempi tecnici legati alla gara d’appalto, a causa della concomitanza di più progetti simili previsti per altre città del centro Italia che stanno prendendo il via in questo periodo. «Tuttavia, facendo una previsione prudenziale – comunicano da Fs – i lavori inizieranno entro l’estate, per durare dai 6 agli 8 mesi». Basta un attimo per calcolare che il nuovo termine di fine lavori è fissato per una data che oscilla tra fine anno e inizio del prossimo.
La mappa Se inizio e termine dei lavori hanno subito uno slittamento, le parti fondamentali del piano rimarranno tali a quando erano state presentate. Un milione e mezzo di euro per un sistema di videosorveglianza degno dell’immaginazione di Orwell, con 80 telecamere puntate sui punti critici di Fontivegge, zona tra le più degradate del tessuto urbano dl capoluogo. Dall’atrio della stazione ai binari, dalle sale d’attesa ai sottopassaggi, fino alla pensilina e gli spazi esterni allo stabile saranno sorvegliati palmo a palmo dagli occhi elettronici, che trasmetteranno le immagini ad una centrale operativa, ancora da stabilire. Insomma, il piano sicurezza c’è ancora, ha solo accumulato qualche mese di ritardo, strada facendo, nelle altre azioni del Centro Italia.
