Frati (generica archivio)

di Iv. Por.

Chi si è battuto perché anche sui beni ecclesiastici psi pagasse l’Imu sorriderà sotto i baffi. Un frate di Assisi ha ricevuto una cartella Imu da oltre tremila euro dovuta, in parte, per la cella del convento dove vive. La notizia è stata diffusa dall’associazione Agitalia (Associazione per la giustizia in Italia)

La denuncia L’associazione spiega che si è rivolta ai loro uffici la Signora Giovanna C. di Milano per denunciare che il fratello, frate francescano presso un convento di Assisi, ha ricevuto presso l’abitazione della sorella nel Comune di Milano dove aveva l’ultima residenza anagrafica una richiesta di pagamento Imu 2012/2013 da 3.125 euro per due immobili che sarebbero risultati di proprietà dello stesso (il primo sarebbe l’immobile ubicato a Milano, la seconda, addirittura, la struttura religiosa dove l’uomo dimora abitualmente da quando ha preso i voti).

Imu per la cella? Per l’associazione «si tratta di una richiesta di pagamento erroneamente inviata sul presupposto di fatto che la residenza anagrafica del religioso francescano corrisponda all’indirizzo del convento, quando (in realtà) l’indirizzo reale di residenza anagrafica corrisponde all’ultima abitazione occupata prima della consacrazione (ovvero la casa di Milano)». Il frate era infatti proprietario di un solo immobile in comunione con la sorella: ma a detto immobile ha – peraltro – rinunciato dopo aver preso i voti donandolo interamente alla sorella con rogito regolarmente trascritto in conservatoria.

Bene ecclesiastico «Si tratta di una richiesta di denaro assurda – afferma Agitalia – in quanto la “stanza” occupata nel convento non può essere assoggettata a nessun tipo di tassa, non essendo di proprietà del religioso o di altro privato ma bene ecclesiastico come tale esente da tassazione».

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