Al centro il sindaco Romizi

di Daniele Bovi

Sono migliaia gli appartamenti di tutta l’area di Fontivegge, una stima attendibile parla di ciquemila, interessati dal protocollo sottoscritto venerdì mattina a Perugia tra Comune, la sezione perugina di Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) e Alac l’Associazione liberi amministratori di condominio). Tra le azioni previste dal documento, che sfrutta le possibilità offerte da una legge del 203 sull’anagrafe condominiale e che punta a favorire politiche integrate della sicurezza mettendo in collaborazione pubblico e privato, quella più importante riguarda la costruzione di una precisa anagrafe condominiale, così da verificare chi vive nei singoli appartamenti e a che titolo. Un’operazione che sarà facilitata dal Comune, che metterà a disposizione dati e servizi informativi.

Il protocollo Tramite quello che viene definito «un canale di contatto preferenziale» gli amministratori potranno comunicate a palazzo dei Priori i problemi sui quali può intervenire l’ente. Scopo del protocollo, che ha una durata di tre anni, è anche quello di garantire il rispetto della legge e dei regolamenti, in special modo riguardo a prostituzione, immigrazione, attività abusive, spaccio e così via. Tutte le segnalazioni fatte dai cittadini, che verranno ordinate per priorità e se necessario verranno girate anche alle forze dell’ordine, saranno ‘filtrate’ da un tavolo tecnico permanente del quale faranno parte il sindaco o un suo delegato e i presidenti di Anaci e Alac.

LA RIAPERTURA DEL PARKING BELLOCCHIO

Migliaia le abitazioni In tutto, secondo le stime fornite dall’assessore Emanuele Prisco, presente alla conferenza stampa insieme al sindaco Andrea Romizi, all’assessore Dramane Waguè, ai presidenti di Anaci e Alac (Fabrizio Bruno e Fausto Silvestre) e di polizia municipale, carabinieri, guardia di finanza e polizia, sono circa 15-16 mila gli abitanti coinvolti; 200 le unità immobiliari sono in via Sicilia, almeno il triplo in via del Macello e così via per un totale che, compresi i negozi, dovrebbe aggirarsi intorno alle 5 mila unità. Il tutto in una zona caratterizzata, come riferito a margine dalla polizia municipale, da un alto tasso di cambi di residenza. «In questo modo – ha detto Prisco – si aumentano la pressione su chi sta dentro, spesso un dato difficile da conoscere, il livello di presidio e i controlli. E nulla esclude che questo modello non possa essere esportato anche nel resto della città». Secondo i rappresentanti degli amministratori poi «c’è la necessità di una svolta e di una sinergia: è la città che lo chiede e il protocollo, in particolare, rende sistematico il rapporto tra il Comune ed i cittadini, attraverso il ruolo ricoperto dagli amministratori».

Romizi «Quella che riguarda Fontivegge – ha detto invece il sindaco Romizi che ha ripetuto molte delle cose dette lunedì durante l’inaugurazione del nuovo Parking Bellocchio – non sarà una gara dei cento metri ma una maratona che deve essere corsa da tutti. Sono convinto che la vinceremo». Secondo il sindaco poi, che recentemente ha dato vita a un gruppo di lavoro per comunicare più e meglio cosa la giunta vuole fare per l’area di Fontivegge «i numeri relativi alla sicurezza testimoniano una fase di sensibile miglioramento, in controtendenza con quello che accade a livello nazionale. Noi dobbiamo ridare al quartiere una sua identità, perché non sia solo un luogo di passaggio. Vanno in questa direzione i tentativi che si stanno facendo per animare culturalmente ed economicamente quell’area della città. Non è detto che questi tentativi vadano tutti a buon fine, ma certamente ci aspettiamo di non essere criticati in modo precostituito».

Twitter @DanieleBovi