di F.T.

«Noi il nostro lo abbiamo fatto da tempo e a me non piace portare le cose troppo alle lunghe. Non so perché la direzione regionale per i beni culturali ci stia mettendo così tanto a dare l’ok al percorso pianificato insieme. Ma se entro giugno non si muoverà nulla, la Fondazione cancellerà il finanziamento previsto (250 mila euro, ndR) per la rimozione e il recupero dei mosaici della fontana di piazza Tacito».

L’ATTACCO DI MARIO FORNACI: VIDEO

Il messaggio Non usa mezzi termini Mario Fornaci, presidente della fondazione Carit, per esternare il proprio disagio. I tempi per il restauro della fontana di piazza Tacito si stanno allungando di parecchio e il numero uno di palazzo Montani-Leoni manda un messaggio inequivocabile alla direzione regionale della soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria.

Responsabilità «Fondazione e Comune hanno già deliberato – spiega Fornaci -. Il direttore regionale della soprintendenza ancora no, nonostante incontri e rassicurazioni in tal senso e nonostante abbia già suggerito i nomi dei pochi mosaicisti italiani in grado di eseguire tale lavoro. E tutto ciò causa malcontento, all’interno della nostra struttura così come fra i cittadini che ci chiedono giustamente le ragioni di questo stallo. Noi però non possiamo aspettare all’infinito e se entro giugno non verrà dato seguito a quanto previsto, faremo un passo indietro».

La vicenda Nei mesi scorsi, rilevato il grave deterioramento dei mosaici presenti sulla fontana di piazza Tacito, la soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria aveva ordinato: «Quelle tessere devono essere tolte, restaurate ed esposte in uno spazio museale adeguato». Per dare seguito all’operazione, la Fondazione ha messo sul piatto 250 mila euro e, insieme al Comune cui spetta il compito di appaltare i lavori, è stato stabilito il percorso da seguire.

Il percorso L’idea è stata quella di stipulare – Fondazione, Comune e Soprintendenza – un protocollo d’intesa con lo scopo di abbreviare i tempi, altrimenti lunghi. Il tutto attraverso una partecipazione diretta della Soprintendenza, con propri tecnici, sia alla fase progettuale che di aggiudicazione dei lavori di rimozione e restauro dei mosaici. Tutto ciò sarebbe servito ad evitare lo stillicidio di pareri e autorizzazioni della direzione generale dei beni culturali, concentrandolo in qualche modo nel percorso complessivo svolto insieme ai tecnici della Soprintendenza.

L’attesa Nelle scorse settimane sono arrivati gli ok della fondazione Carit e, successivamente, del Comune. Dalla direzione generale per i beni culturali, invece, solo silenzio. Almeno a livello formale, visto che le rassicurazioni (al sindaco Di Girolamo e allo stesso Mario Fornaci, da parte del direttore Francesco Scoppola) non sarebbero mancate. Ma tant’è. Fino alla clamorosa presa di venerdì da parte della fondazione Carit, esternata durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Il Comune Sul punto l’assessore comunale ai lavori pubblici, Stefano Bucari, si dice «concorde con quanto affermato dal presidente Fornaci. Ovviamente la nostra speranza – aggiunge – è che il parere della direzione regionale arrivi in tempi brevi, come concordato nelle riunioni. Se ciò non accadrà, andremo comunque avanti con un le procedure di gara previste dal codice degli appalti, segnate comunque da tempi più lunghi». E con la ‘grana’, nel caso, di dover reperire in qualche modo i 250 mila euro ‘cancellati’ dalla Fondazione.

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