di C.F.
Foligno offesa dalle parole del professore universitario Giancarlo Baronti. È un vero e proprio moto di orgoglio e amore per la Giostra della Quintana, quello che che è scattato in città all’indomani dell’intervento del docente universitario, ordinario di Storia delle tradizioni popolari all’Università di Perugia che, come riportato da Umbria24, nell’ambito della partecipatissima assemblea organizzata dall’associazione La città di tutti per discutere e bocciare l’evento Perugia 1416, ha tra le altre affermato: «Siamo di fronte a modelli usurati che ci mettono alla stregua di piccole città come Bastia, Foligno o Narni».
Foligno offesa dalle parole del professor Baronti Parole che non sono passate inosservate nella città della Quintana dove, oltre alla reazione sui social tra i popolani della rievocazione storica, a intervenire con durezza è stato direttamente il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, ma pure l’assessore comunale Emiliano Belmonte. Va subito precisato che l’intervento del professor Baronti era ad ampio spettro e relativo a Perugia 1416. Come riportato venerdì l’accademico ha affermato: Dove non esiste una dimensione, una presenza internazionale – ha ricordato Baronti – una manifestazione del genere è comprensibile, non a Perugia che continua a mantenere il suo profilo internazionale, nonostante un’incapacità a pensarla come tale. La città non si merita questo ostentato provincialismo. Siamo di fronte a modelli usurati che ci mettono alla stregua di piccole città come Bastia, Foligno o Narni. Si pensa a portare i turisti, ma una politica culturale è altro ed è fatta in primis per chi vive qui. “Perugia 1416” è un qualcosa di sterile che non porterà niente di nuovo».
Metelli: «Venga a dare uno sguardo a Foligno» Tuttavia, il concetto ma pure i paragoni non sono piaciuti ai tanti folignati che si spendono tutto l’anno per la Quintana e nel cuore hanno ben dipinti i colori rionali. A prendere le difesa della manifestazione è stato quindi il presidente Metelli che a Umbriadomani ha affermato: «Il professor Baronti venga a dare uno sguardo alla Quintana, venga a vedere che cosa accade a Foligno durante la manifestazione e che cosa è in grado di fare perché temo che gli sia sfuggito qualcosa. La Quintana è un evento di rilievo internazionale e soprattutto è una grande festa popolare dal forte valore antropologico, in grado di creare crescita culturale e coesione sociale. Foligno, grazie anche alla presenza della Quintana, è cresciuta molto. Le rievocazioni storiche, se fatte in maniera seria, contribuiscono a unire».
Piermarini: «Quintana patrimonio immateriale italiano» A far eco è l’architetto Luciano Piermarini, vicepresidente del comitato scientifico dell’Ente Giostra: «La Quintana è l’unica manifestazione umbra che figura nell’elenco del patrimonio immateriale italiano, con tanto di parere ufficiale della Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Umbria. È stata riconosciuta come bene immateriale quale espressione di identità culturale collettiva e la sua candidatura a patrimonio Unesco, si fonda proprio sull’altissimo valore culturale e etnoantropologico della Giostra, che affonda le sue radici in oltre quattro secoli di tradizioni documentate storicamente e che, sin dal secondo dopoguerra, rappresenta per Foligno un elemento di forte aggregazione sociale e d’integrazione fra generazioni e etnie diverse. Se questo significa essere provinciali, allora sì a Foligno lo siamo».
Belmonte: «Scioccato, Baronti si scusi» La reazione non arriva, però, solo da Palazzo Candiotti ma anche da quello comunale. A intervenire con una lunga mail, anche l’assessore Belmonte: «Non mi permetto e non ho interesse di entrare nel merito della discussione che in questi giorni ruota intorno al progetto della nuova rievocazione storica perugina Perugia 1416. Rimango invece scioccato e risentito sia come amministratore che come cittadino folignate, dalle gravi affermazioni del professor Baronti. La verità è che l’Umbria e la sua storia fatta di questi piccoli gioielli, feudi della tradizione più antica, non merita questa arroganza gratuita. Vorrei chiedere al professor Baronti oltre alle scuse formali a Foligno e alle altre città sorelle umbre offese, cosa significhi per lui essere “ piccole città da modelli usurati».
Twitter @chilodice

Bhe’ la Giostra della Quintana risale al 1946.; come in buona parte dei Comuni Umbri o Toscani vi sono documenti di feste simili medievali o rinascimentali.
Foligno e’ un comune piccolo per i parametri Europei.ma la sua importanza non puo’ essere svilita dalle dimensioni..ovviamente.
Quello che mi lascia stupita è l’italianità che esce sempre fuori e dovunque.. perché mi chiedo si debba sempre distruggere sul nascere anche il tentativo che si cerca di fare per dare un impulso alla città.? Possibile che debba sempre prevalere l’egocentrismo trasformando tutto in una guerriglia politica ? Che tristezza . non riusciremo mai ad essere un popolo che rema nella stessa direzione con un obiettivo .. che poi sarebbe quello del BENE COMUNE…invece siamo ridotti ad un branco di pecore ..che a seconda del caprone vanno a volte di qua.. ed a volte di la.
Se l’esimio prof. Baronti fosse stato zitto.. per una volta sarebbe stato meglio.
Peche’ oramai la vita politica e quindi sociale e’ avvelenata dal clima di sospetto.
Tutti parlano ed assolta chi gli pare.Cioe’ nessuno.