di Chiara Fabrizi
La fioritura di Castelluccio è in ritardo per la pioggia e le temperature al di sotto della media stagionale, ma intanto sono state definite le regole per l’accesso al Pian Grande nei giorni considerati di maggiore affluenza e ci sono delle novità.
Stop al traffico solo la domenica Il summit di mercoledì in Prefettura a Perugia è servito infatti a stabilire che quest’anno l’accesso con le auto a Castelluccio sarà vietato soltanto la domenica e non anche il sabato come avvenuto negli ultimi due anni.
Le date Il disco rosso, proprio a causa della fioritura in ritardo, si accenderà l’ultima domenica di giugno e così sarà per le successive tre. «Per quattro domeniche – ha spiegato a Umbria24 il vicesindaco facente funzioni Giuliano Boccanera – per raggiungere il Pian Grande occorrerà prenotare il parcheggio attraverso il sito Parchi aperti e poi utilizzare le navette. Abbiamo deciso di revocare il divieto per le giornate di sabato, perché – ha sostenuto – è stato appurato che in quelle giornate non si registrano particolari criticità, mentre lavoreremo ancora sulla comunicazione per spingere i visitatori a scoprire la magia della fioritura nei giorni feriali».
Fioritura di Castelluccio in ritardo Dal Pian Grande è il portavoce dei coltivatori della lenticchia Igp, Gianni Coccia, a confermare che la fioritura è in ritardo, spiegando che «al momento ci sono solo dei timidissimi accenni di giallo», aggiungendo: «Questo non è un bel periodo per Castelluccio, perché – dice – registriamo una forte flessione delle presenze turistiche magari legata alle condizioni meteorologiche, ma per le prossime settimane – va avanti – crediamo che questa forma di impedimento imposta ai visitatori, ovvero di non poter raggiungere il Pian Grande con la propria auto, rappresenti una penalizzazione».
Coccia: «Pochi turisti, servono aree di sosta» Secondo Coccia, infatti, «chi negli ultimi due anni ha sperimentato la navetta non lo farà di nuovo e questo ci costringe a evidenziare una volta di più il grande limite del Pian Grande, completamente sprovvisto di aree di sosta, neppure per camper. Noi – è andato avanti – non possiamo decidere nulla, ma ci aspettiamo sia la politica a intervenire sulla gestione di un evento naturalistico noto in tutto il mondo. Tuttavia – conclude – abbiamo l’impressione che si voglia rimandare il problema anziché sedersi a un tavolo per trovare una soluzione, col risultato che in molti ormai qui ritengono sia inutile lavorare per avere così tanta bellezza se poi nessuno la può ammirare».
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