di Lorenzo Pulcioni

«Il servizio delle Iene dà un’immagine distorta dell’operato degli uffici comunali di Terni». Il presidente della IV commissione, Claudio Fiorelli, sintetizza così la relazione dopo l’indagine svolta in seguito al caso di ‘finto matrimonio’ celebrato a Terni e riportato dalla nota trasmissione di Italia Uno. All’aspirante sposo, in realtà complice delle Iene, veniva promessa la cifra di 3.500 euro per sposare una ragazza straniera e farle ottenere il permesso di soggiorno.

VIDEO INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA IV COMMISSIONE

I numeri della commissione Il fatto, accaduto lo scorso novembre e riportato da Umbria24 che intercettò il blitz delle Iene, rappresenta l’episodio più eclatante ma non certo l’unico. Da qui l’attività di indagine della commissione. Sono stati 662 i matrimoni celebrati nel Comune di Terni nel 2018, di questi 158 sono stati unioni civili e 75 coppie miste composte da un coniuge comunitario e uno extra comunitario. Nel 2019 i matrimoni celebrati sono diventati 665, le unioni civili 162 e 71 i matrimoni tra le coppie miste: «Dati in linea – spiega Fiorelli – che dimostrano come i numeri siano sovrapponibili. Continueremo a raccogliere dati per metterli a confronto. L’attività della IV commissione non è chiusa, a metà 2020 chiederemo i dati dei sei mesi precedenti e vedremo se sono cambiati».

La correttezza delle procedure In sala consiliare oltre a Claudio Fiorelli del Movimento 5 Stelle ci sono anche i consiglieri Michele Rossi di Terni Civica e Mirko Presciuttini della Lega, entrato in consiglio comunale dopo la nomina ad assessore di Leonardo Bordoni. L’indagine della commissione conferma quindi «la correttezza delle procedure e dell’operato degli uffici comunali, anche nell’espletamento di questi matrimoni che di fatto erano nulli, ma corretti dal punto di vista formale. Un funzionario può e deve segnalare situazioni anomale, ma non può rifiutarsi di celebrare un matrimonio se le procedure sono corrette».

Come si scrive il tuo nome Il caso svelato dalle Iene era nato «da una segnalazione di una persona che era interna al meccanismo». Fiorelli aggiunge che a seguito di stranezze e situazioni anomale più volte sono partite le segnalazioni alla Questura che ha poi avviato le relative indagini. «Situazioni ben conosciute degli uffici che sono intervenuti segnalando alla Questura che è intervenuta bloccando i matrimoni» dice Fiorelli. La casistica delle anomalie raccolte dalla commissione è ovviamente molto singolare: «Uno dei due sposi che non si ricordava il nome dell’altro coniuge o piuttosto richieste di matrimonio nello stesso giorno con tempistica strana, una ogni mezzora».

Chi delinque conosce gli escamotage L’organizzatore di finti matrimoni aveva rivelato a telecamere nascoste al giornalista delle Iene di essere piuttosto conosciuto negli uffici dell’anagrafe: «Chi delinque in questo campo conosce tutti gli escamotage, se la richiesta di matrimonio è legalmente rappresentata il funzionario non può rifiutarsi, ma dove si sono palesate anomalie, dubbi e stranezze i funzioni sono intervenuti con le opportune segnalazioni avvalendosi della collaborazione con la Questura per avviare i controlli». Fiorelli ha aggiunto che le indagini del caso riportato da le Iene sono ancora in corso: «Abbiamo chiesto se l’organizzatore di finti matrimoni era conosciuto, come da lui dichiarato al giornalista delle Iene a telecamere nascoste, e la funzionaria ci ha confermato che quella persona spesso portava atti all’anagrafe ma non è detto che questo indichi la presenza di un reato».

Nessuna complicità degli uffici «Ho celebrato 30 matrimoni da quando sono consigliere – ha aggiunto Michele Rossi – ci siamo chiesti anche come comportarci davanti a qualcosa di anomalo. Possiamo solo controllare che gli atti siano in regola. Non possiamo trasformare una sensazione in una denuncia. La commissione si è interrogata sulla correttezza degli uffici e per fugare ogni dubbio sul coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Nel servizio veniva tacciato anche un possibile rapporto dell’organizzatore dei finti matrimoni con gli uffici comunali che era chiaramente falso e inesistente».

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