di Noemi Matteucci
Svetta con i suoi 37 metri di altezza e si riflette nel Lake Arena, all’estremità del Cardo, l’asse di 350 metri che mette in relazione il nord e il sud di Expo Milano: è l’Albero della vita, la struttura monumentale divenuta ormai simbolo dell’evento internazionale più chiacchierato del 2015. Quello che non molti sanno, però, è che le sue radici ‘elettriche’ sono umbre, dato che è stata l’azienda Ternana Impianti Srl a realizzarle.
Esperienza e Rti Come ha fatto un’azienda ternana a finire sull’albero della vita? Esperienza, competenze, contatti. Lo racconta a Umbria 24 Primo Vagnetti, titolare dal 1977 di una realtà che conta 50 dipendenti, quasi 40 anni di esperienza e clienti pluriennali come l’Esercito e l’Aeronautica. «La regia del lavoro – spiega – è in tutto e per tutto di Agorà Srl (azienda aquilana leader internazionale nell’allestimento di macchine sceniche per i grandi eventi, uno fra tanti le Olimpiadi di Torino 2006, n.d.r.), che ho potuto conoscere attraverso dei contatti. L’azienda è poi diventata la capofila della rete temporanea di impresa che si è aggiudicata l’appalto per l’Albero della vita, insieme a Ternana Impianti e a Botw Srl, che ha curato insieme ad Agorà l’effetto scenico della regia».
LA REALIZZAZIONE DEI LAVORI: FOTO
I lavori realizzati I lavori di Ternana Impianti sono stati quelli relativi all’elettricità, hanno riguardato la realizzazione del quadro di distribuzione, della cabina elettrica e dei quadri di alimentazione che si trovano all’interno dell’Albero dell’albero della vita. «È stato tutto molto ‘veloce’, abbiamo consegnato i lavori nell’arco di 2 mesi circa – aggiunge Vagnetti -. La gara è stata aggiudicata a gennaio del 2015, sono poi trascorsi i tempi tecnici e siamo ‘finiti’ a consegnare il quadro elettrico l’ultimo sabato utile di aprile, a causa dei generali ritardi che si erano accumulati per tutta la struttura di Expo».
«Orgoglio ed esperienza unica» Il risultato, per un imprenditore, non può che essere motivo di orgoglio. «È stata una vera sfida – racconta ancora Vagnetti -, la responsabilità è stata tanta, ma l’occasione era irripetibile. Ci si sente orgogliosi ad essere ‘nei giochi’, perché si tratta di un avvenimento importante eccezionale, in fondo è un po’ come costruire la Tour Eiffel: si fa una sola volta nella storia, no? Sono esperienze uniche e che non ricapitano, è un lavoro che non si verificherà più nella vita di Ternana Impianti e di altre aziende – conclude -. Come si può non andarne fieri?».
