Circa 120 mila euro di Tosap relativa agli anni 2014 e 2015 che la società organizzatrice di Eurochocolate, fino a qualche giorno fa, non aveva pagato. A sollevare il caso è il capogruppo del M5S in consiglio comunale, Cristina Rosetti, che con un accesso agli atti fatto il 25 ottobre chiede se la Gioform di Eugenio Guarducci abbia o meno pagato la tassa sull’occupazione del suolo pubblico. «E come ormai di consueto – dice Rosetti -, a seguito dell’accesso atti del M5S, guarda caso, gli uffici si sono accorti che qualche pagamento era “sfuggito”, tanto che a seguito di sollecito degli uffici, la società regolarizzava la propria posizione per gli anni 2014, 2015 e 2016. Una somma non secondaria per le casse dell’Ente, circa 120 mila euro, con cui, perché no, finanziare le attività extrascolastiche, ad esempio, tagliate dalla giunta Romizi, perché non c’erano le risorse».
EUROCHOCOLATE 2017, ALLEANZA CON RADIO SUBASIO
Parla Guarducci A chiarire quanto successo è, attraverso un post su Facebook, il patron di Eurochocolate Eugenio Guarducci, il quale spiega che «a causa di un erroneo passaggio di consegne da uno studio di consulenza a un altro, si è generato il ritardato pagamento della Tosap 2014 e 2015», mentre quella relativa al 2016 «è stata pagata nelle tempistiche consuete». «Quindi – aggiunge – si è trattato di un errore materiale del quale ovviamente chiediamo scusa. A parziale discolpa c’è da sottolineare che, nonostante la grave crisi congiunturale degli ultimi anni, le società del gruppo Apice Gioform versano ogni anno circa 600 mila euro di tributi comunali. Il tutto per far comprendere che non vi è stata alcuna volontà di sottrarre risorse al Comune ma semplicemente un errore tecnico che prima o poi si sarebbe comunque evidenziato in fase di accertamento».
IL CASO DELL’ESONERO DAL PAGAMENTO DELL’INDENNITÀ
Discrezionalità L’accesso agli atti da parte del M5S era partito dopo la notizia dell’esonero, deciso dalla giunta comunale, dal pagamento dell’indennità sullo sfruttamento dell’immagine di Perugia, non pagato per dieci importanti stand ‘extra-cioccolato’ piazzati in centro storico nei dieci giorni della manifestazione. «La decisione dell’esonero – attacca Rosetti – è peraltro del tutto discrezionale e sembra che questo non sia il primo episodio, né sono chiari i criteri che la Giunta Romizi segue in tali casi, se non quello, evidente, della totale discrezionalità».

Non c’e’ bisogno di scusarsi, basta pagare anche interessi e more.