di Fabio Toni
“Etica e frode sportiva”. Questo il tema del convegno che si è svolto presso l’auditorium dell’Itc “Federico Cesi” di Terni, organizzato dal Coni provinciale. Ospiti d’eccezione, il sostituto procuratore Elisabetta Massini e il noto giornalista Ivan Zazzaroni.
Degenerazione dei costumi I due relatori sono stati introdotti dal presidente del Coni di Terni – l’avvocato Massimo Carignani – e dall’addetta stampa Livia Torre. Il magistrato ha spiegato come dietro le degenerazioni nell’ambito sportivo, ci siano quasi sempre interessi di lucro. «Al tradizionale reato di frode in competizione sportiva – ha spiegato Massini – si è aggiunta la legge 376, introdotta nel 2000, che ha fatto registrare un salto di qualità nella lotta al doping. Oggi, infatti, vengono puniti anche coloro che procurano, somministrano o in qualche modo favoriscono l’assunzione di sostanze dopanti». Più in generale, il sostituto procuratore ha sottolineato come «il settore sportivo, al pari di altri, subisce la degenerazione dei costumi che caratterizza la società attuale».
Il contributo di Ivan Zazzaroni è partito dal suo legame con Terni e con Riccardo Zampagna. «Sono stato per lungo tempo una sorta di idolo per i tifosi rossoverdi – ha ricordato il giornalista – specie dopo la querela, con tanto di richiesta di 500 mila euro di danni, che mi beccai dalla vecchia dirigenza rossoverde nel 2006, dopo aver scritto un pezzo sui fuori rosa e la gestione societaria della Ternana a quel tempo». Zazzaroni è poi entrato nel vivo del tema oggetto del convegno: «Da ragazzino, le uniche cose che avevano valore di verità per me, erano quelle che diceva mio padre. Oggi, fra tv e web, questo discorso non vale più. I giovani vivono in un contesto complesso. Se non si strutturano, attraverso lo studio e i rapporti sociali, rischiano di essere tagliati fuori. Oggi – ha commentato con amarezza – vincono i più furbi e gli ‘idealisti’ vengono considerati quasi dei falliti. Non è così che devono andare le cose e al centro deve esserci sempre la persona». Infine una battuta sul codice etico adottato dalla nazionale di Prandelli: «Bene ha fatto l’Italia a dotarsi di regole. Balotelli, però, che passa la notte con quattro escort, non infrange il codice etico e viene convocato lo stesso. Questo accade perché c’è scarsa coerenza».

