È una vera e propria guerra mediatica a ‘colpi’ di comunicati quella in corso tra la famiglia Rizzo e il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Dopo che il Tribunale di Terni ha anticipato e fissato per le 15 di venerdì 17 l’udienza di fallimento del club, congelando di fatto la procedura di liquidazione volontaria imposta dalla famiglia romana, il primo cittadino di Terni non ha esitato a lanciare un nuovo attacc0 contro la famiglia romana, accusandola di essere «la peggior gestione degli ultimi 100 anni». Non si è fatta attendere la risposta dei Rizzo, che si sono affidati all’AGI per contrattaccare il sindaco: «Lui il vero problema di Terni, clima dittatoriale. Usciamo a mani pulite».
Il nuovo attacco di Bandecchi «I Rizzo hanno fatto un capolavoro, hanno amministrato di fatto la Ternana per sette mesi, abbiamo raccolto tutte le prove e le testimonianze in merito, distruggendola ed essendo la peggior gestione degli ultimi cento anni. Hanno messo – dichiara il sindaco Stefano Bandecchi – cattiveria e spregio per Terni e i Ternani. Hanno avuto atteggiamenti collusi con la Regione complottando contro Terni. Per ora il titolo calcistico è salvo, a dispetto dello spregio che i Rizzo stavano facendo alla città. Ora durante il fallimento cercheremo di salvare il salvabile, della nostra gloriosa maglia e faremo pagare alla famiglia Rizzo i propri debiti, che sono tanti e fatti con spregio e cattiveria. Per ora la Ternana Calcio è salva ed è salvo il campionato di serie C che forse non sarà falsato. Per ciò che riguarda il loro pensiero su di me, posso solo dire che per me è un onore restare inviso a gente simile».
Le parole dei Rizzo «Siamo molto dispiaciuti per come è finita. Noi abbiamo messo tanti soldi, impegno e sacrificio – risponde il patron Gian Luigi Rizzo ai microfoni dell’AGI -, ma il problema di Terni e della Ternana è il Sindaco: c’è un sistema dittatoriale stile Ceausescu. A noi non interessa più, perché abbiamo subito un danno incalcolabile di cui cercheremo di rifarci nelle sedi competenti. Terni dovrebbe aprire gli occhi, i colpevoli non siamo noi. Da tutte le parti riceviamo solidarietà per quanto accaduto. Sindaci che ci invitano. Noi usciamo a mani pulite senza aver ricevuto mai un grazie. La Ternana non mi ha pagato mai un caffè. Noi abbiamo solo dato e riceviamo insulti, ma il tempo è galantuomo».
