La dimostrazione pratica dell'uso dell'esoscheletro Ekso

di Barbara Maccari

Tornare a camminare, tornare a vedere il mondo dall’alto e non più dal basso di una sedia a rotelle, tornare ad essere autonomi, in una parola tornare a vivere. Da oggi il sogno per tanti paraplegici diventa realtà grazie all’esoscheltro Ekso, un robot indossabile che permetterà ai pazienti di stare in piedi sulle proprie gambe. Il suo utilizzo avverrà presso il centro di riabilitazione Prosperius di Umbertide, l’unico in Italia e in Europa ad averlo, grazie ad un accordo esclusivo siglato con l’azienda californiana che lo produce, la Ekso Bionics, che lo ha sperimentato su militari rimasti vittime di lesioni spinali in battaglia. Da lì è nata l’idea di poter estendere il concetto anche ai civili.

Come funziona Ma come funziona questo concentrato di tecnologia? Semplice. Ekso è un dispositivo alimentato a batteria che si indossa come una tuta sopra gli indumenti e le scarpe e che viene manovrato con i movimenti delle mani. Ha quattro motori elettrici, ‘ossa’ sintetiche in acciaio e carbonio che vengono applicate alle gambe e che sono fornite di sensori computerizzati per il movimento, 15, grazie ai quali riconosce le intenzioni dell’utente in tempo reale e calcola e compie i movimenti corrispondenti. Le batterie hanno una durata di quattro ore e l’esoscheletro può essere utilizzato in due modalità: il primo è quello con l’ausilio di un telecomando e con l’aiuto di un fisioterapista per coordinare i movimenti, di solito in una prima fase dell’utilizzo occorre essere coadiuvati.

Tornare a camminare Poi quando si è presa confidenza con l’apparecchio si cammina da soli grazie all’utilizzo di due stampelle intelligenti. Ekso è regolabile in altezza, da 1metro e 50 centimetri a 1 metro e 90 centimetri, il peso massimo che supporta è di 100 chilogrammi. Può essere adattato nel giro di pochi minuti a chi è in grado di cambiare autonomamente la propria posizione. L’esoscheletro al momento non va bene per tutti, potranno utilizzarlo solo coloro che hanno determinati requisiti, l’intensità della lesione midollare crea il limite. Quindi l’uso è unicamente in centri specializzati per la riabilitazione.

Ictus e Parkinson Come ha spiegato il professor Paolo Milia, responsabile dell’area neurologica del Prosperius: «L’obiettivo nel 2013 è quello di poter applicare la tecnologia anche ad altre patologie, per esempio migliorare la riabilitazione dell’ictus, del Parkinson e tutte quelle patologie demielinizzanti, ma soprattutto ai malati di sclerosi multipla. Poi si spera di fare lo step successivo, ovvero nel 2014 contiamo di mettere in pratica un modello per l’utilizzo domiciliare, così che ognuno possa essere autonomo».

La dimostrazione di Amanda In Italia il 75% dei pazienti paraplegici è compreso fra un’età di 10 e 50 anni, la causa prevalente è quella di origina traumatica, incidenti stradali, cadute, e la prognosi è direttamente proporzionale al livello di lesione: più è bassa maggiori sono le possibilità di recupero, viceversa più è alta più la riabilitazione sarà lenta e problematica. Presenti in sala ad assistere a questa storica innovazione c’erano il presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, il presidente del comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, il giornalista Bruno Vespa, il sindaco di Umbertide, Giampiero Giulietti, l’amministratore delegato di Prosperius, Mario Bigazzi, Amanda Botlex, paralizzata dopo una caduta dagli sci, che è tornata a camminare proprio grazie al dispositivo della Ekso Bionics e cha effettuato una dimostrazione pratica in sala, e tante personalità di spicco del mondo della medicina.

Soddisfazione di Marini e Giulietti Parole di stima sono arrivate dalla presidente Marini: «Sono davvero fiera di essere qui oggi, dove possiamo toccare con mano come la ricerca e la scienza possono essere al servizio della salute e della qualità della vita. Ci inorgoglisce che questo istituto umbro sia il primo in Europa che userà questo prodigio della scienza e della tecnologia. Spesso, come nei giorni passati, finiscono in cronaca casi di mala sanità, qui oggi invece celebriamo un servizio innovativo ed efficiente». Soddisfatto anche il sindaco Giulietti: «Per una piccola cittadina di 17mila persone come Umbertide, è motivo di lusinga avere l’unico robot disponibile in Europa». E’ intervenuto anche Luca Pancalli:«Questa è una grande svolta per i paraplegici, sono contento che i ragazzi più giovani possano avere a disposizione questa tecnologia per migliorare la vita, ai miei tempi tutto ciò non era possibile».

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