La discarica di Orvieto

di Daniele Bovi

Sono circa 540 mila i metri cubi attualmente disponibili nelle discariche umbre. La stima emerge dagli allegati alla delibera con cui Palazzo Donini, mercoledì, ha dato l’ok all’ampliamento di tre discariche, disponendo al contempo la chiusura di altre due. Considerando il fatto che, data la mancata programmazione degli ultimi anni sulla chiusura del ciclo, ogni 12 mesi nelle discariche finiscono tra le 180 mila e le 200 mila tonnellate (circa il 35 per cento dei rifiuti prodotti), capire quanto breve sia l’autonomia è abbastanza semplice.

NUOVO INCENERITORE E AMPLIAMENTO DI TRE DISCARICHE

Scenari Una quantità più che dimezzata nell’ultimo decennio, ma non ancora sufficiente a garantire una lunga vita al sistema e a veleggiare, entro il 2035, verso il tetto del 10 per cento di conferimenti in discarica stabilito dall’UE. Gli impianti umbri hanno di fatto – al netto di emergenze – tre anni di vita con una disponibilità non uniformemente distribuita sul territorio regionale e una crisi di sistema certa, se non si dovessero adottare interventi, fra il 2023 e il 2024. Per studiare le nuove volumetrie la Regione ipotizza che già dal 2023, grazie a un’ulteriore spinta sulla differenziata (tanto da passare dal 66 al 72 per cento), ci saranno 30 mila tonnellate in meno all’anno da portare in discarica.

LE REAZIONI DI SINDACI E PARTITI

I residui A conti fatti come spiegato mercoledì servono un milione di metri cubi, più altri 200 mila di sicurezza; volumi interamente dedicati ai rifiuti prodotti in Umbria. Questo di fatto allungherebbe la vita del sistema almeno fino al 2029, anno dopo il quale dovrebbe entrare in funzione il nuovo inceneritore. Un impianto per la cui localizzazione, oltre all’area ex Merloni, circolano altre due possibilità: Terni e un’area industriale a Deruta ora dismessa. Attualmente a Belladanza ci sono 15 mila metri cubi a disposizione, 115 mila a Borgogiglione e 410 mila a Le Crete; secondo le istanze presentate dai tre gestori l’ampliamento richiesto è di 300 mila metri cubi a Belladanza, 700 mila a Borgogiglione e 500 mila Le Crete. Cifre che poi dovranno essere riviste durante il lungo percorso che porterà alla cosiddetta «riprofilatura».

Le indicazioni «La quantità complessiva calcolata – spiega la giunta – deve essere ripartita sui tre impianti di discarica di bacino in funzione della sostenibilità tecnica e autorizzabile». Ampliamenti che dovranno essere «calibrati solo sullo stretto necessario in termini quantitativi e di durata». La Regione ha fornito anche una serie di indicazioni tecniche che andranno seguite: in primis dovranno essere privilegiati ampliamenti in senso verticale (quindi le soprelevazioni), con estensioni orizzontali di minor dimensione; solo se ciò non fosse possibile va verificata la possibilità di aprire un nuovo bacino, la cui estensione non potrà comunque essere superiore al 30 per cento di quella della discarica originaria.

I flussi Quanto a Sant’Orsola (Spoleto) e Colognola (Gubbio) si procederà alla chiusura e alla fase di gestione «post mortem», mentre quella di Pietramelina già da anni non riceve più rifiuti. Sulla base di queste indicazioni l’Auri – l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico – dopo aver messo in stand-by la pratica a fine anno proprio per conoscere i contenuti della delibera della giunta – procederà ora a programmare i flussi per il 2022. Per Belladanza e Borgogiglione la riprofilatura dovrà avvenire in tempi «celeri» mentre a Le Crete «considerando l’attuale disponibilità di volumetria autorizzata e la maggiore capacità rispetto agli altri due impianti, eventuali riprofilature potranno essere valutate successivamente».

No di Orvieto Una rassicurazione che però non basta alla sindaca Roberta Tardani, contraria all’ampliamento. Pur parlando di una «inversione di tendenza rispetto al passato», Tardani spiega che la riprofilatura «ci preoccupa». «Non ci siamo mai sottratti – dice – a dare il nostro contributo nella risoluzione dei problemi e delle emergenze che nel tempo si sono prospettate nella nostra regione, ma non condividiamo nemmeno l’ipotesi che il nostro territorio continui ancora a pagare i ritardi e le inefficienze accumulati nel passato. Per questo chiediamo alla giunta tempi certi e celeri nell’attuazione complessiva del nuovo piano regionale dei rifiuti per evitare anche solo l’eventualità della riprofilatura della discarica di Orvieto già interessata da un recente e contestato ampliamento».

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