Foto Anders Hellberg (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Anderspangpang&action=edit&redlink=1)

di Ivano Porfiri

Se si eccettua il 2013, per trovare un maggio più piovoso di quello da poco terminato bisogna andare indietro di 30 anni, al 1988 quando caddero a Perugia 206 millimetri d’acqua. In ogni caso, con i 155,2 millimetri cumulati siamo esattamente al doppio della media degli ultimi 200 anni, che per il mese di maggio è di 77,93. Il confronto è possibile grazie agli annali del Servizio idrografico della Regione Umbria, elaborati da Umbria24, che restituiscono i dati della piovosità mensile dal 1811 a oggi. Un documento preziosissimo per leggere i fenomeni odierni riscontrandoli con quelli della storia meteorologica del capoluogo umbro. Una chiave di lettura anche sule tendenze di medio-lungo periodo sui cambiamenti climatici in corso, argomento di grande attualità sulla scia della popolarità di Greta Thunberg.

INTERATTIVO: PIOGGE A PERUGIA 1811-2018

Maggio 2019 tra i più piovosi Tornando al 2019, il periodo gennaio-maggio con 380,8 è sopra la media degli ultimi 200 anni (351,2) ma non è un anno eccezionalmente piovoso (del resto l’inverno è stato complessivamente tra i più caldi e asciutti). Ad alzare il conto, infatti, sono i 155,2 millimetri di maggio. Fino ad aprile, a parte i 20,4 millimetri di marzo, l’andamento era stato piuttosto regolare con 67,4 a gennaio, 66 a febbraio e 71,8 ad aprile. L’ultimo maggio tuttavia è ben sotto rispetto al record assoluto di 225 millimetri del 2013. Ma comunque, come detto, molto superiore alla media mensile e tra i 15 mesi di maggio più piovosi degli ultimi due secoli.

Passa col cursore sui grafici per leggere i dettagli (Dati: Annali Servizio Idrografico Regione Umbria riferiti alla stazione di Perugia – Elaborazione: Ivano Porfiri)

Piove sempre meno Grazie ai dati messi a disposizione e consultabili nel grafico interattivo di Umbria24, si può scoprire che la tendenza, pur con i picchi in eccesso e difetto, è di una progressiva riduzione della piovosità. Il secolo più piovoso è stato, infatti, il 1800 con 917 millimetri medi per anno, mentre il 1900 ne ha registrati 876,5 in ulteriore calo in questo inizio di millennio, che vede una media di 858 millimetri. E questo nonostante il 2010 sia nella top ten degli anni più piovosi con 1.283 millimetri (nono posto) e anche il 2004, il 2013 e il 2014 superino i mille (rispettivamente 1.156, 1.145 e 1.085). Ad abbassare drasticamente la media ci sono però il 2015 e il 2011, rispettivamente al quarto e quinto posto tra i più siccitosi con 531 e 548 millimetri. Ma anche il 2017 (l’anno dei record di caldo con gli oltre 40 gradi tra luglio e agosto) è poco meglio con 573 e il 2003 a 628 millimetri.

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L’anno più bagnato e il meno L’anno più piovoso in Umbria negli ultimi 200 e passa anni è stato il 1827 con ben 1.559 millimetri caduti, superando per distacco il 1910 quando ne piovvero 1.400. Il più siccitoso tra quelli di cui si possiedono i dati di tutti e 12 i mesi è stato il 1834 con appena 480 millimetri, di cui 115 caduti nel solo mese di novembre, seguito dal 1945 con la miseria dei 525 millimetri di pioggia a sommarsi alle difficoltà di una città che proprio quell’anno si liberava dal giogo nazifascista. E leggendo i numeri colpisce come spesso gli eccessi, in un senso e nell’altro, per coincidenza colpiscano proprio negli anni di guerra.

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Decadi Anche le decadi più piovose sono appannaggio del 1800. Tra il 1811 e il 1820 sono caduti 10.569 millimetri di pioggia. Mai più è stata superata quota diecimila. Anche gli anni ’10 del secolo successivo sono stati molto piovosi con 9.796 (terza decade per piovosità dietro al 1871-80), mentre gli anni ’10 post 2000 sono a metà classifica con 8.724 millimetri. La decade completa (mancano negli annali alcuni anni tra il 1850 e il 1870) più siccitosa è quella 1831-40 con 7.911 millimetri, seguita dagli anni ’70 del 1900 con 8.040.

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Neve durante la Grande Guerra Passando alle stagioni, Umbria24 ha raggruppato i mesi interi (non essendo disponibili i dati giornalieri che permettono di rispettare le date esatte) chiamando Inverno i mesi gennaio, febbraio e marzo; Primavera i mesi aprile, maggio e giugno; Estate i mesi luglio, agosto e settembre; Autunno i mesi ottobre, novembre e dicembre. Gli inverni più piovosi (e nevosi) sono stati durante la prima guerra mondiale: 456 millimetri nel 1917 e 413,6 nel 1915. I più secchi il 1859 con 43,6 millimetri e il 1993 con 54,8 (ma anche il 2002 e il 2012 sono tra quelli in cui ha piovuto meno). Le primavere più bagnate quelle del 1883 e 1889 con 528 e 503 millimetri, mentre la più siccitosa è stata in tempo di guerra con i 70,6 del 1943. L’estate più asciutta quella del 1902 con appena 28,1 millimetri caduti, seguita dal 1958 con 30,7 (il 2009 è poco distante con 73,8), mentre la più piovosa quella del 2002 con 481,1. Infine l’autunno più bagnato è stato nel 1813 con 617,7 davanti al 2012 con 566,6 e il più asciutto nel 1831 con 56,7 a precedere il 1876 con 68,1 (il 2006 è sesto con 110,4 millimetri.

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