L'assessore comunale alla Scuola Monia Ferranti

di Iv. Por.

Gli aumenti del costo del doposcuola nei plessi di Perugia non potranno andare oltre i 50 centesimi l’ora rispetto allo scorso anno. Lo ha stabilito la giunta comunale, rispondendo così alle polemiche di chi denunciava aumenti del doppio in molte realtà cittadine.

Informativa in giunta L’assessore Monia Ferranti ha portato lo spinoso problema in giunta sottoforma di una informativa «sull’uso dei locali scolastici di proprietà del Comune, che possono essere usati negli orari extrascolastici per attività sociali, culturali, di aggregazione, ferma restante la compatibilità di queste con il servizio pubblico scolastico che vi si svolge normalmente ed in via prevalente». In pratica sul doposcuola.

La decisione La giunta ha deciso che «allo scopo di perseguire le finalità istituzionali di promozione sociale, culturale e civile degli utenti, ed essere conseguentemente compatibili con le attività scolastiche, i servizi di dopo-scuola per l’’anno scolastico in corso potranno subire incrementi di costo, rispetto all’’anno precedente, contenuti tra 0,27€ euro per utente e 0,50 €euro per utente, in relazione alla tipologia di immobile, per ogni ora di servizio. In caso di sovrapposizione di attività nello stesso immobile in una certa fascia oraria, per la determinazione del corrispettivo verrà conteggiata la quota-parte per ciascun gestore».

I rincari Tutto era nato lo scorso dicembre, quando la giunta aveva approvato i criteri e le relative tariffe, distinguendo gli immobili in piccoli, medi e grandi, relativamente alle superfici, e gli utenti in prima e seconda fascia. Da quella delibera erano derivati aumenti, che gli utenti hanno denunciato anche in raddoppi da 4 a 8 euro a bambino. Ora, con il limite posto, i rincari dovrebbero limitarsi a un euro e cinquanta al giorno o poco più considerato il lasso di tempo 13.15-16.30.

Impegno a vigilare La giunta, con la nuova decisione, si è detta «fortemente contraria» a qualsiasi aumento di costi che superi quei limiti, perché «sarebbe penalizzante per le famiglie e socialmente inaccettabile», e si assume quindi «l’impegno a vigilare affinché questo non avvenga».

L’incontro con gli operatori C’’era stato nei giorni scorsi un incontro dell’assessorato con i soggetti organizzatori del servizio che hanno operato negli anni passati in alcuni dei plessi scolastici comunali, e perplessità erano emerse sull’’incremento di costo all’’utenza, con conseguente impossibilità di fruire del servizio da parte di alcune famiglie. Occorre notare che la progressiva riduzione del “tempo-scuola”, determinata dai tagli ministeriali dell’ultimo triennio, ha ulteriormente ampliato il disagio delle famiglie con bambini e ragazzi in età scolare al punto che per una parte di queste il servizio risulta ora essenziale. In sostanza, la posizione della giunta è che «se il servizio offerto da un gestore assume costi ingiustificatamente elevati non risponde alle finalità istituzionali di promozione sociale e diventa una attività a scopo di lucro».

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