di M.T.
Essere sospesi dal lavoro per irregolarità sulla vaccinazione è un fatto grave, ma trovarsi fuori dal proprio Ordine professionale lo è ancora di più. E’ quanto accaduto a 7 camici bianchi umbri, 6 dei quali nella provincia di Perugia e 1 in quella di Terni. Insomma un conto è rischiare di contagiare e di contagiarsi per cui si viene allontanati dall’ambiente di lavoro, un conto è invece il messaggio che c’è dietro alla sospensione dell’Ordine: se non credi nei vaccini, non puoi fare il medico. Suona così la decisione dell’organismo di categoria dei sanitari sospesi che operano sia in ambito privato che pubblico. «La maggior parte di questi – spiega Tiziano Scarponi, segretario dell’Ordine dei medici Perugia, riferendosi in generale ai sanitari no vax umbri – sono dipendenti, delle Asl, dei distretti sanitari e degli ospedali. La decisione delle sospensioni è stata presa e sarà ufficializzata al prossimo Consiglio dell’Ordine». I 7 sospesi attuali si aggingono a un altro sanitario che era stato sospeso in precedenza.
Approfondimento La procedura è quella della segnalazione da parte dell’Usl del sanitario non vaccinato, di una verifica da parte dell’Ordine, poi della decisione e quindi della ratifica. In passato sono arrivate numerose segnalazioni, circa 900 di sanitari che non risultavano vaccinati in Umbria. Ma ci si è accorti che molti si erano vaccinati fuori regione oltre ad altri aspetti che non restituivano un quadro chiaro sui veri ‘no vax’. Oggi, a seguito della segnalazione dell’Usl, con una telefonata l’Ordine comunica con il sanitario segnalato. Se questo conferma di non avere intenzione di vaccinarsi si procede alla decisione. Che dura fin quando non si sarà vaccinato. Cioè fino ad allora non potrà esercitare la professione, nè nel pubblico, nè nel privato. E i suoi eventuali assistiti? Se non ha provveduto a nominare un suo sostituto, saranno suddivisi tra gli altri medici di base tenendo conto della graduatoria, in caso si tratti di un medico di base (ma non è il caso dell’Umbria). E dopo la pandemia, cioè quando, ci si augura, non sarà più obbligatorio un green pass per andare a lavoro? «Rispetto a questi scenari non credo si siano prese ancora decisioni». Al momento quindi non si conosce il reale orizzonte della sospensione dalla professione se il sanitario non provvede a vaccinarsi.
