Se il Fondo da 25 milioni di euro non sarà rinnovato dal Governo molti dei servizi sanitari per la cura dei disturbi alimentari rischiano di chiudere. Lo stanziamento non è stato rinnovato nella Finanziaria e così, oltre alla mobilitazione degli operatori del settore, 40 associazioni dei familiari hanno scritto al ministro della Salute Orazio Schillaci e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere la proroga degli stanziamenti. «Se non si troverà una soluzione – ha detto mercoledì all’Ansa Laura Dalla Ragione, una delle massime esperte dei disturbi dell’alimentazione e referente per l’Umbria della rete che si occupa della loro cura – molti servizi dovranno chiudere e in tanti si troveranno senza assistenza».
L’ESPERTA: «GIOVANI HANNO FAME DI RICONOSCIMENTO»
Una sorpresa «Nessuno si aspettava che il fondo non venisse prorogato – ha detto Dalla Ragione – perché veniva dato per scontato da tutti. È stata una sorpresa per tutti, compreso lo stesso ministero della Salute che si è già attivato. Speriamo che la decisione legata alla mancata proroga venga rivista in Parlamento». La scelta viene ritenuta particolarmente grave anche tenendo conto che la diffusione di questi disturbi, secondo la dottoressa, è in costante aumento; solo in Umbria una stima parla di 18 mila persone, con un coinvolgimento sempre maggiore delle fasce d’età più basse, «anche tra 8 e 12 anni – spiega dalla Ragione – che rappresentano il 30 per cento dei soggetti colpiti». Lo scopo principale del Fondo è quello di rafforzare la rete di ambulatori multidisciplinari dedicati al trattamento dei disturbi, assenti in molte regioni. Al momento in Italia sono 126 le strutture, la metà delle quali nelle regioni del Nord.
Tesei e Fora Sul tema giovedì è intervenuta la presidente della Regione Donatella Tesei che, oltre a ribadire l’attenzione al tema di Palazzo Donini, assicura di essersi «già adoperata nei confronti del Governo affinché venga ripristinato il Fondo». Tesei ha chiesto ai ministeri di competenza di ripristinate le risorse, ricordando poi che in Umbria ci sono «strutture e personale d’eccellenza in questo campo». «È nostra ferma convinzione proseguire su questa strada – aggiunge – continuando a stare accanto e a offrire un supporto altamente professionale a chi vive le patologie e alle loro famiglie». A chiedere un intervento alla giunta giovedì è stato anche il consigliere regionale Andrea Fora: «I disturbi del comportamento alimentare – spiega Fora in una nota – rappresentano un problema significativo per molte persone e per i loro familiari. Si tratta di patologie che riguardano il rapporto tra le persone, il cibo e la percezione dell’immagine corporea, con la compromissione importante di quasi tutti gli organi e apparati del corpo».
