Rifiuti pronti per essere bruciati

di Daniele Bovi

«I sindaci umbri dovrebbero spiegare se la prospettiva di bruciare il Css nei cementifici è condivisa oppure no». A dirlo è stato Filippo Maria Stirati, primo cittadino di Gubbio che ha partecipato, sabato mattina, alla videoconferenza stampa indetta dal Coordinamento regionale Rifiuti zero. Gubbio è tra i 19 Comuni (nella lista ci sono anche Perugia e Terni) che hanno sottoscritto la strategia «Rifiuti zero» e in città, da mesi, il tema del Combustibile solido secondario da bruciare nei cementifici è politicamente caldissimo.

DIFFERENZIATA, DATI 2020 COMUNE PER COMUNE

Css La giunta regionale nel corso del tempo ha spiegato che il dossier Css è slegato da quello della chiusura del ciclo, e su quest’ultimo punto le proposte elaboratore dal comitato scientifico dovrebbero essere presentate a breve. «Servono atti conseguenti – ha detto Stirati – e coerenza; noi non vogliamo essere il punto di caduta dell’intero ciclo dei rifiuti, e non per la sindrome Nimby (Not in my backyard, ndr) come qualcuno dice, ma perché non condividiamo questa prospettiva. Stiamo anche facendo uno studio della nostra qualità dell’aria che durerà un anno: da Gubbio lanciamo a tutti la sfida della sostenibilità».

COLACEM CHIUDE LO STABILIMENTO DI SPOLETO

Rifiuti zero La conferenza stampa è stata poi l’occasione, per il Coordinamento al quale aderiscono ormai oltre 40 associazioni, per illustrare nuovamente delle possibili linee di azione per l’Umbria. Gli obiettivi parlano di un innalzamento della differenziata all’80% estendendo la raccolta porta a porta su tutto il territorio entro il 2023, passaggio alla tariffa puntuale entro il 2025, riduzione del 15% della produzione dei rifiuti, autocompostaggio, completamento dei centri del riuso e non solo. Il Coordinamento propone anche delle buone pratiche come i pannolini lavabili, ampliamento della rete delle fontanelle, recupero del cibo non servito nelle mense e prodotti alla spina.

La strategia Secondo le previsioni, con una produzione di 390 mila tonnellate nel 2025 e una differenziata all’80%, le tonnellate di rifiuto residuo sarebbero 68 mila, che potrebbero diventare 40 mila nel 2030. Delle 68 mila tonnellate, 40 mila sono sovvallo secco, un 50% del quale potrebbe essere recuperato con trattamento e recupero di pannolini e pannoloni e, grazie a impianti a freddo, di cellulosa e diversi tipi di plastiche. Infine, con la stabilizzazione del sottovaglio la massa si potrebbe ridurre del 35% circa. Alla videoconferenza stampa hanno partecipato anche il sindaco di Nocera Giovanni Vantaggi, quello di Fabro Diego Masella e gli assessori Elisa Mancini (San Giustino) e Alfonso Morelli (Narni).

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.