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La curva Nord

di Lucia Caruso

L’avranno subito come un pugno allo stomaco i tifosi del Frosinone quello spettacolo della Nord, appena giunti al Curi. Curva maestosa dove non c’era neppure lo spazio per uno spillo. Lievitano bandiere, striscioni, colori e mani alzate, partita dopo partita, e domenica sembra una «tifoseria da Champions», come dicono alcuni tifosi.

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Magica la curva Magica la curva che ha coinvolto per una serata intera l’intero stadio. Colpo d’occhio giunto fino alle case di chi ha guardato la partita in tv. Coreografia incredibile e tifo da brivido, capace ogni volta di emozionare e stupire per la forza d’animo con cui sostiene la squadra che, al termine della partita, uscendo a testa china dal campo per aver deluso le aspettative dei suoi tifosi, riceve in cambio applausi di incoraggiamento. Sarà il coro: “Siam sempre qui insieme a te. Per il Perugia combatterem” ad accompagnare i giocatori, sconfitti, negli spogliatoi.

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Oltre la rivalità E se il termine “oltre la rivalità” è spesso abusato, questa volta non ne esiste uno migliore per definire il gesto compiuto dalla Nord che firma lo striscione a sostegno dei lavoratori della tk-ast di Terni. Striscione che campeggia sul manto erboso per tutta la partita, proprio come hanno preteso i tifosi perugini. Ma la solidarietà della curva biancorossa e la sua storica attenzione ai temi sociali legati all’attualità non si ferma al gesto, esemplare, di vicinanza ai più diretti avversari. Va ben oltre e arriva fino alla Liguria, travolta dall’alluvione, con striscioni che recitano: “Forza Genova” e “Avanti popolo genovese”. La cifra della maturità e della compattezza della curva Nord è presto espressa da un altro striscione che attraversa le tre principali tifoserie e recita: ‘Avanti grifone, accendi la nostra passione’.

Progressione Insomma confermando una progressione inesauribile, domenica sera, la Nord, si è dimostrata all’altezza della sfida. Sostegno indiscusso al Grifo, particolarmente nei momenti di difficoltà. E se qualche scaramuccia – avvenuta nello spazio che divide i due gruppi dell’Armata e della Brigata – ha occupato la scena per qualche breve minuto, anche in questa occasione, i leader storici della tifoseria hanno dimostrato scorza e saggezza. L’escandescenza di uno sparuto qualche singolo tifoso, per banali motivi tipici di questi appuntamenti e che poteva avere conseguenze degne di nota, è stata immediatamente neutralizzata dal carisma dei capi ultrà. Si è visto persino chi, tra questi, destreggiandosi lungo la balaustra, è riuscito, da un lato a contenere gli animi e, dall’altro, a indirizzare l’intera curva verso comportamenti rassicuranti. Infatti appena dopo la scaramuccia, la curva Nord, ha risposto con alcuni minuti di silenzio. Stop ad ogni accenno di coro fin quando l’equilibrio non fosse ripristinato e ognuno fosse rientrato ai propri posti di combattimento. La Nord è di nuovo pronta per la sua battaglia a sostegno dei grifoni.

Dopo il gol di svantaggio Anche dopo il gol subito non ha smesso mai di far giungere l’opportuna pressione in campo. Fischio finale, ferita lacerante nel cuore dei sostenitori ma mani protese ad abbracciare la squadra. Un lungo applauso ai giocatori che hanno comunque combattuto fino alla fine. E se la squadra non ha incassato la vittoria, la Nord, la porta meritamente a casa.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.