Il rettore all’inaugurazione dell’anno accademico (foto F.Troccoli)
Il rettore all’inaugurazione dell’anno accademico (foto F.Troccoli)

di Chiara Fabrizi

Il rettore Francesco Bistoni resterà alla guida dell’ateneo perugino fino al prossimo 31 ottobre 2013. Il Consiglio di Stato ha accettato la richiesta di sospensiva, presentata dall’avvocatura di Stato su mandato del ministro dell’Università Francesco Profumo, sull’indizione delle elezioni del nuovo rettore ordinate dal Tar dell’Umbria che, lo scorso 9 luglio, aveva accolto il ricorso presentato dal professore Mauro Volpi.

Il via libera al Bistoni-ter è arrivato lunedì mattina con un’ordinanza emessa dai giudici riuniti in Camera di consiglio (presidente Giorgio Giovannini, consigliere estensore Giulio Castriota Scanderbeg, consiglieri Rosanna De Nictolis, Aldo Scola e Roberta Vigotti) che, dopo avere rilevato nel ricorso di appello presentato dall’avvocatura di Stato il fumus boni iuris, vale a dire la parvenza di buon diritto e quindi di buone argomentazioni da far valere, ha accettato la richiesta di sospensiva, annullando l’efficacia della sentenza del Tar dell’Umbria.

Il professore Mauro Volpi, ordinario di diritto costituzionale

Legittimità costituzionale I giudici non hanno, invece, espresso alcuna valutazione sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dal professore Mauro Volpi sulla norma inserita, al momento della conversione in Senato, nel decreto della spending review e che, in sintesi, fornisce un’interpretazione ben chiara della riforma Gelmini proprio sulla dibattuta proroga dei rettori. Un’operazione arrivata ad agosto che, tra cavilli e commi, aveva lasciato intendere con una certa chiarezza la determinazione del ministro Profumo su una questione che, va detto, interessa una decina di atenei italiani.

LA SENTENZA DEL 9 LUGLIO DEL TAR

L’ORDINANZA DEL CONSIGLIO DI STATO

La reazione del professor Volpi all’ordinanza del Consiglio di Stato non si è fatta attendere: «Il Consiglio di Stato non ha avuto troppo coraggio – spiega a Umbria24 – ma a lasciarmi particolarmente perplesso è il silenzio sulla legittimità costituzionale della norma inserita nella spending review che, come tutti sanno, è un decreto totalmente estraneo alla questione dibattuta, il ministro ha dovuto inserire la norma nel primo provvedimento che avuto tra le mani, ma la Consulta in passato ha già affermato l’incostituzionalità di questa cattiva abitudine».

Volpi: «Serve rinnovamento, trasparenza e partecipazione» Perplessità a parte Volpi pensa subito al futuro e, soprattutto, alle elezioni di palazzo Murena: «Alle prossime elezioni non sarò candidato (il professore andrà in pensione nel 2018 tempo non utile a garantire la copertura piena del mandato di sei anni, ndr) ma parteciperò molto attivamente alla campagna elettorale che dovrà fare di rinnovamento, trasparenza e partecipazione i propri pilastri fondanti». E sui nomi fa subito chiarezza: «Chi si è già candidato – dichiara a Umbria24 – non è spendibile anche perché in questa partita non ha dimostrato di avere gli attributi adatti a ricoprire il ruolo, mi confronterò con i tanti che mi hanno sostenuto in questa battaglia, abbiamo grandi risorse all’interno della nostra Università». Non è stato, invece, possibile raccogliere le dichiarazioni del rettore Francesco Bistoni, irraggiungibile per tutta la giornata.

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