di Antioco Fois
Ma come avrà fatto il sindaco di Perugia a non accorgersene? Mentre a Palazzo dei Priori bolle in pentola un nuovo piano di riorganizzazione e si va a caccia di talenti inespressi negli uffici, i dipendenti comunali si riconfermano autentici fenomeni. Tutti bravissimi, meglio dell’anno scorso. Tutti, a parte una manciata di meno meritevoli, giudicati col massimo dei voti e col massimo del premio di produttività per il 2013. In tutto si sono spartiti 761 mila euro, per una media di 570 euro circa per i dipendenti senza incarichi direttivi.
Le cifre Insomma, altro che talenti da valorizzare, l’Amministrazione ha già a portata di mano i soggetti bravissimi. Solo che non si tratta una decina di professionisti sottovalutati da scovare tra scrivanie e scartoffie nell’ultimo avamposto municipale, ma la bellezza di 1.134 su un totale di 1.151 dipendenti municipali. Tutti primi della classe, tutti col massimo dei voti e del premio annuo che andrà a integrare il normale stipendio. Le pagelline dei comunali, appena pubblicate sul sito dell’ente, rivelano come i migliori, che hanno centrato l’obiettivo assegnato e lavorato al meglio, siano il 98,5% del totale. Ai secondi banchi, molto meno affollati, solo 18 dipendenti. Otto che hanno portato a casa una pagella media, che gli è valsa il 75% del premio di produttività e 9 dipendenti, i meno bravi, premiati col 50% del premio. Ancora meglio sono andati i capiufficio, i famosi minidirigenti. Tutti e 44 usciti a pieni voti dalla prova porteranno a casa da un minimo di 761 euro al massimo di 3.227. En plein, neanche a dirlo, anche per le alte professionalità, tutte e 5 premiate col massimo dei voti e del corrispettivo in denaro, da 1.413 a 2.458 euro.
A pioggia Sulla carta quindi non ci sarebbe bisogno di alcuna riforma della macchina comunale, che stando alle pagelline dei dipendenti sta già lavorando a pieno regime. Al meglio della performance e del trattamento accessorio in busta paga. Se non fosse che nella commissione Bilancio di venerdì, proprio sul tema dell’organizzazione municipale, i sindacati ospiti in aula hanno bacchettato i dirigenti per non avere ancora usato gli strumenti di valutazione per premiare i più bravi e distinguerli, anche sul piano della busta paga, da chi lavora meno. La riprova, se ce ne fosse bisogno, che nonostante la terribile normativa Brunetta i premi continuano ad essere distribuiti a pioggia, col trattamento accessorio ancora considerato alla stregua di un integrativo annuale che niente ha a che fare col merito. Abbiamo assistito ancora una volta alla burla di premi di produttività, in barba alla meritocrazia.

che paesello…
aaaaaaaaaahahahah
tutti genii