di Ivano Porfiri
«Vivevamo una situazione di impasse per una questione inerente aspetti procedurali, ma si sono sbloccati alcuni giorni fa. L’attendevamo per far partire tutta una serie di interventi, tra cui quello sulla chiesa di Santa Maria Assunta di Perugia». Danno speranza le parole dell’ingegner Paolo Iannelli, direttore della Soprintendenza speciale per le aree colpite dal sisma del 2016. Speranza soprattutto a don Nicola Allevi, parroco di Monteluce, e ai suoi fedeli che rischiano di trovarsi in mezzo a una strada da qui a qualche mese. Ma, se tutto andasse a dama, il quartiere potrebbe avere addirittura due chiese rimesse a nuovo nel giro di un anno.
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I danni del terremoto La vicenda è quella della chiesa, chiusa ormai da oltre un anno. L’edificio, di proprietà del Fec, Fondo edifici di culto del ministero degli Interni, ha subito diversi danni per le scosse, specie all’intonaco della controfacciata e della volta centrale, alla tamponatura e alla parte sommitale della facciata. Dopo il sopralluogo dell’11 novembre 2016 della protezione civile, la prima ordinanza comunale è datata 8 marzo 2017. Ma un errore tecnico nell’indicare la proprietà dell’edificio rende necessaria una rettifica, che arriva il 20 marzo. Circa una settimana dopo, il 28, c’è poi una terza ordinanza che rileva un quadro ancora peggiore con «uno stato di danno diffuso dell’intonaco con presenza di significativi distacchi dello stesso posto nell’intradosso della volta della navata centrale lungo la linea che collega la zona dell’ingresso sino all’abside, oltre che in prossimità del rosone posto nella parte sommitale della parete di ingresso». I vigili del fuoco rimuovono l’intonaco pericolante ma, a quel punto, scatta la chiusura al pubblico in attesa dei lavori di ripristino.
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RAID SATANISTA ALLA CAPPELLA DEL DOTTORI
Don Nicola: «Spese alte e rischio sfratto» Da quel momento in poi, cala il silenzio. A fine dicembre c’è un primo appello dei parrocchiani, che chiedono aiuto al sindaco Romizi. Il quale, però, non ha voce in capitolo. Tutto resta appeso alla Soprintendenza speciale. «Sembrava una cosa di pochi mesi – dice don Nicola a Umbria24 – invece è passato un anno e non abbiamo notizie. È calato il silenzio e intanto la comunità parrocchiale si trova in una situazione di grande disagio con addirittura il rischio di finire in mezzo a una strada». Don Nicola dice messa in un locale di 400 metri quadri di proprietà di una banca, affidato in comodato d’uso gratuito, ma che costa oltre mille euro al mese di spese condominiali. Locale commerciale, inoltre, che da qui a fine anno dovrà essere liberato. «Da quando la chiesa è chiusa – spiega il parroco – sono calati matrimoni, battesimi e anche la partecipazione alle funzioni. Il timore è che ci prospettino soluzioni lontani dalla piazza di Monteluce e se avvenisse ciò la comunità parrocchiale morirebbe».
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FONTIVEGGE, I PROGETTI PER 37 MILIONI DI EURO
Cappella dell’ospedale Le vie di uscita sono due: la ristrutturazione della chiesa principale e una soluzione ponte trasferendo la parrocchia nella ‘Cappella degli infermi’ dell’ex ospedale, che ospita i dipinti del Dottori. «Sarebbe una collocazione dignitosa – secondo don Nicola – ma anche quella deve essere restaurata da parte della Regione e qui il tempo stringe». La prima attende la burocrazia romana. La seconda – a fine 2016 oggetto anche di un raid satanista – potrebbe avere tempi più rapidi, anche se si tratta di una spesa da 300 mila euro. «La Regione si è impegnata e vuole vuole fare presto – riferisce a Umbria24 l’assessore Antonio Bartolini -. In questi giorni stiamo reperendo le risorse e lavorando alla progettazione». L’idea è di procedere in due stralci, uno da 200 mila euro con fondi disponibili subito e l’altro da 100 mila con l’assestamento di bilancio di luglio. «L’ambizione è terminare entro l’anno», afferma Bartolini. Fra l’altro la cappella andrebbe a rivestire il doppio ruolo di chiesa parrocchiale e luogo di preghiera della nuova clinica di Porta Sole.
Chiesa: un anno per i lavori Intanto anche per la chiesa principale, però, qualcosa si sta finalmente muovendo. Anche lì la cifra necessaria è sui 300 mila euro, ma già totalmente stanziati dal giugno scorso. L’inghippo che ha bloccato il tutto è unicamente burocratico. «In questi mesi – chiarisce l’ingegner Paolo Iannelli – in attesa che fosse definita la procedura unificata, siamo andati avanti con quello che potevamo fare noi internamente. Ora speriamo di procedere celermente con gli altri passaggi». Se davvero la macchina si muoverà, a breve verrà affidata la progettazione dei lavori, che richiede un supporto tecnico esterno alla Soprintendenza. Secondo il dirigente, servirà uno-due mesi per la progettazione, quindi l’autorizzazione al progetto, che dovrebbe avvenire in tempi contenuti, poi l’affidamento a imprese con procedura di evidenza pubblica. «Considerato tutto un anno mi pare una tempistica ragionevole, se tutto andrà bene», puntualizza Iannelli. Un arco temporale in cui, da nessuna, il quartiere di Monteluce potrebbe ritrovarsi ad avere addirittura due chiese storiche rimesse a nuovo.
