di Ivano Porfiri
C’è chi arriva e si stabilisce rimanendo affascinato dai borghi e dai paesaggi, a volte aspri, ma autentici. Ma anche chi nasce qui ma, con la valigia in mano, va a cercare fortuna altrove. Spesso sono giovani: lo scorso anno l’Umbria ne ha persi 808, chissà se torneranno. È un quadro che nasconde migliaia di storie di vita quello che viene fuori dai numeri delle anagrafi dei comuni umbri, raccolti dall’Istat, nel 2017. Umbria24 ha provato a raccontarli con grafici e mappe, per fare un po’ di ordine e inserirli in un contesto più ampio.
UMBRIA TERRA DI TRANSITO/2: LE STORIE
Flussi migratori Guardando le mappe che trovate qui sotto, si nota subito come l’Umbria non sia che uno dei tanti punti di snodo di flussi migratori che vengono da lontano, nel tempo e nello spazio. Di quel crescente movimento dal Sud al Nord, dall’Africa e America Latina all’Europa e al Nord America. Ma anche quello secolare tutto italiano, sempre dal Meridione verso Settentrione. E allora l’Umbria, nel flusso, è spesso terra di transito.
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In Italia saldo zero Ma veniamo ai dati. Il primo è quello più “neutro”: gli umbri che nel 2017 hanno cambiato la loro residenza senza uscire dai confini regionali sono stati circa diecimila: 9.403 sono rimasti nella stessa provincia, mentre 343 si sono spostati da Terni a Perugia e 280 hanno compiuto il percorso inverso. È pressoché a saldo zero, invece, il bilancio di immigrati ed emigranti con le altre regioni italiane: per 6.041 persone arrivati nel Cuore verde (4.387 in provincia di Perugia e 1.654 in quella di Terni), 6.051 se ne sono andati (4.296 dalla provincia di Perugia e 1.755 da quella di Terni).
Da Sud verso Nord Le regioni più vicine sono quelle che fanno registrare flussi più consistenti: circa 1.500 umbri sono andati a vivere nel Lazio e oltre 900 in Toscana, ma in tutti e due i casi il saldo è positivo per l’Umbria: più di 1.800 laziali e 987 toscani hanno scelto la nostra regione, i primi più nel Ternano, i secondi nel Perugino. Positivo il saldo (in blu nella mappa) anche con tutte le regioni del Sud. Negativo, invece, il bilancio tra immigrati ed emigranti verso le regioni del Nord: oltre 1.200 umbri hanno lasciato per Emilia Romagna e Lombardia e circa la metà hanno fatto il tragitto contrario.
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Il mondo in transito Nel 2017 sono arrivate dall’estero 4.999 persone (3.788 in provincia di Perugia e 1.211 in quella di Terni), di cui 2.860 maschi e 2.139 femmine. In aumento rispetto alle 4.257 del 2016. Le nazioni da cui ne sono giunte di più sono Romania con 810, Nigeria con 450, Brasile con 351 e Albania con 293. Ma ci sono anche un mongolo, un norvegese, 35 australiani, 20 cubani e uno dall’isola caraibica di Saint Lucia. Gli emigranti dall’Umbria, invece, sono stati 2.458 (1.926 dalla provincia di Perugia e 532 da Terni), di cui 1.512 italiani e 946 stranieri. Anche in questo caso in crescita rispetto al 2016, quando erano stati 2.364. Le destinazioni più gettonate sono Regno Unito con 270, Francia con 227, Germania con 224 e Brasile con 217. Ma 8 sono andati a vivere in Nuova Zelanda, 1 alle Bahamas, 1 alle Maldive e 1 alla Città del Vaticano, probabilmente in abito talare.
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Sempre più giovani via A lasciare l’Umbria nella fascia di età 18-39 anni l’anno scorso sono stati 1.138 ragazzi (e ragazze) tra italiani e stranieri. Ed è l’emorragia che fa più male. Quello dei giovani italiani che se ne vanno è un dato in crescita da parecchio tempo: dai 282 del 2010 nel 2014 sono saliti a 590, l’anno dopo 634 per passare a 713 nel 2016 e a 808 lo scorso anno. Meno pronunciata, ma sempre in crescita la curva degli emigranti in generale: dai 1.246 del 2010 fino a raddoppiare nel 2017. Tra questi sono cresciuti sia gli italiani: da 518 a 1.512, che gli stranieri da 728 a 946. Per ciò che riguarda gli immigrati, invece, vetta massima nel 2007 con ben 12.399 nuovi iscritti all’anagrafe dall’estero con calo progressivo fino ai 3.784 del 2015 per poi risalire ai quasi 5 mila del 2017.
