La mobilitazione della comunità scolastica per il dimensionamento a Città di Castello

Nessun passo indietro ma alcune aperture su temi importanti sì. Mercoledì una delegazione di genitori della scuola Alighieri Pascoli di Città di Castello ha incontrato i vertici dell’Ufficio scolastico regionale. Al centro del tavolo gli accorpamenti decisi da Ernesto Pellecchia, commissario ad acta e neo direttore dell’Ufficio scolastico regionale, che hanno riguardato anche Gubbio.

L’incontro Durante l’incontro, che si è svolto a Perugia nella sede dell’Usr, Pellecchia ha difeso l’impianto generale del dimensionamento, ma ha anche riconosciuto le difficoltà legate ai tempi stretti e alla situazione straordinaria in cui si è operato. Il direttore ha ammesso che si è trattato di una fase complessa, segnata da scadenze ravvicinate e da un contesto inedito per quanto riguarda il commissariamento delle Regioni. Una situazione che lo stesso assessore regionale Fabio Barcaioli aveva già definito un «pasticcio» e alla quale, secondo il commissario, non è possibile porre «rimedio integrale».

Gli impegni Pur respingendo la richiesta di annullare o sospendere il provvedimento, Pellecchia ha preso alcuni impegni precisi. Il primo riguarda la trasparenza, assicurando che sarà garantito «equilibrio dei numeri» nella distribuzione degli alunni e nell’organizzazione dell’offerta formativa, così da evitare squilibri tra i diversi plessi e tutelare la qualità didattica. Un secondo passo concreto è arrivato subito: nella mattinata di giovedì sono stati convocati i dirigenti scolastici Filippo Pettinari, Silvia Ghigi e Simone Casucci. L’obiettivo è definire i criteri organizzativi per ridurre al minimo i disagi per studenti, famiglie e personale. Un confronto operativo che dovrebbe tradurre in scelte pratiche gli impegni assunti al tavolo.

Sicurezza C’è poi il tema della sicurezza, che per i genitori resta centrale. Pellecchia ha riconosciuto «l’irragionevolezza della permanenza di due istituti all’interno della sede Pascoli in via Collodi», dando atto delle preoccupazioni espresse dalle famiglie sulla capienza e sull’adeguatezza degli spazi. Un passaggio che segna un’apertura importante, anche se al momento non è stata indicata una soluzione definitiva sul nodo delle sedi. I genitori, dal canto loro, avevano chiesto formalmente l’annullamento o almeno la sospensione dell’atto, contestando le modalità e le tempistiche della decisione. In particolare, hanno sollevato dubbi sullo scostamento dalla delibera della giunta regionale del novembre scorso e chiesto perché il dimensionamento abbia interessato Città di Castello e non Terni, modificando l’equilibrio provinciale precedentemente stabilito.

Ferma protesta I genitori parlano di «ferma protesta della comunità tifernate contro un provvedimento calato dall’alto con tempistiche che sembrano ignorare le necessità logistiche e didattiche del territorio». Una posizione che resta, anche dopo l’incontro, al termine del quale comunque la delegazione accoglie «con favore» la disponibilità al dialogo mostrata dall’Ufficio scolastico regionale e gli impegni su trasparenza e sicurezza, esprime però al contempo insoddisfazione per la mancanza di una risposta chiara sulla questione delle sedi. Senza una soluzione concreta, sottolineano, l’attuazione del provvedimento rischia di diventare impraticabile e di aprire un nuovo rimpallo di responsabilità.

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